Roma, dagli alberi secchi alle fontane di Trevi e Gianicolo: sui simboli della Capitale continua a regnare la ‘nebbia’
Ma a Roma non è chiaro, almeno leggendo le carte pubbliche, come venga oggi gestita anche la manutenzione ordinaria di alcune delle fontane più famose del mondo: il Campidoglio ha aperto una procedura da 601mila euro e poi l’ha annullata (Inseriamo l’intera procedura alla fine di questo articolo, in formato scaricabile).
Parliamo della Fontana di Trevi, del Fontanone del Gianicolo, del Tritone, dei Quattro Fiumi e delle Naiadi. Monumenti che hanno reso Roma iconica nel mondo.
Eppure, per capire chi li cura, quanto costa e con quale atto, bisogna scavare.
601mila euro, poi lo stop
La procedura viene pubblicata a luglio e doveva coprire la manutenzione fino all’estate 2027.
Valore: 601.521 euro.
Oggi, però, sul portale di Roma Capitale compare come “Annullato”. E nella stessa scheda non si trova una spiegazione immediata né, allo stato delle ricerche, una nuova procedura chiaramente riconoscibile come sostitutiva.
Questo non significa che le fontane siano rimaste senza manutenzione. Significa però che il cittadino fatica a capire cosa sia successo dopo.
Fino a undici fontane simbolo di Roma
Il servizio riguardava inizialmente nove fontane monumentali, tra cui Trevi e Gianicolo. Nel 2025 Roma ha previsto l’estensione anche alla Fontana dello Zodiaco e alla Mostra del Peschiera.
Potenzialmente, dunque, undici fontane.
Non arredi urbani qualsiasi, ma alcuni dei simboli più preziosi della Capitale.
Se il contratto poteva continuare, perché aprire la procedura?
C’è poi il punto politico.
Il rapporto con Acea può rinnovarsi automaticamente. Quindi l’annullamento non prova che il servizio sia stato interrotto.
Ma allora la domanda diventa inevitabile: se il contratto poteva già proseguire, perché il Campidoglio ha aperto una procedura da oltre 601mila euro e poi l’ha cancellata? E soprattutto: con quale atto viene oggi regolato e finanziato il servizio? Non è un’accusa di irregolarità. È una richiesta di trasparenza.
Su Roma troppe risposte arrivano solo scavando
Il problema non è nuovo. Sul verde pubblico cittadini e associazioni hanno già contestato la difficoltà di capire quanti alberi nuovi siano realmente sopravvissuti e quanti siano stati sostituiti.
Ora lo stesso dubbio si sposta sulle fontane. Trevi, Gianicolo e gli altri monumenti non dovrebbero essere un rebus amministrativo.
Per una città che vive anche della propria bellezza, sapere chi cura i suoi simboli, quanto costa e con quali atti dovrebbe essere semplice.
Oggi, invece, le carte lasciano ancora troppe domande aperte.