Roma, decine di milioni di € pubblici per rifare le biblioteche, ma ora manca il personale: l’allarme ‘esplode’ in Commissione Cultura
Roma sta recuperando le biblioteche chiuse per i lavori, ma ora emerge un problema molto concreto: il personale disponibile non basta. E la denuncia non arriva dall’opposizione, ma direttamente dalla direttrice di Biblioteche di Roma, Simona Cives, che lo ha affermato davanti alla Commissione Cultura del Campidoglio. Un problema che pesa sulle riaperture già in programma e sulla futura crescita della rete bibliotecaria cittadina.
La direttrice: “Il personale non è sufficiente”
Il quadro è stato illustrato il 16 settembre durante la Commissione Cultura capitolina. Cives ha spiegato che oggi risultano 18 biblioteche aperte, mantenute in funzione anche grazie al personale temporaneamente proveniente dalle sedi chiuse per i cantieri. Nel frattempo sono arrivate cinque nuove assunzioni, ma ci sono stati anche numerosi pensionamenti. La conclusione della direttrice è esplicita: “il personale non è sufficiente”.
È quindi la stessa struttura che gestisce le biblioteche comunali a porre il problema degli organici.
Cinque sedi recuperate, ma solo due già pronte
Anche sulle riaperture la situazione è meno immediata di quanto potrebbe sembrare. Le cinque biblioteche recuperate sono Galline Bianche, Borghesiana, Cornelia, Collina della Pace e Franco Basaglia. Cives, però, ha precisato che al momento Galline Bianche e Borghesiana sono già pronte ad aprire. A Cornelia si stanno sistemando i libri, a Collina della Pace si stanno ricollocando i volumi dopo l’arrivo degli arredi e alla Franco Basaglia l’allestimento è ancora in corso.
Dunque il recupero dell’immobile non coincide automaticamente con la riapertura al pubblico.
Altre sette entro fine anno, ma restano lavori da fare
Entro la fine del 2026 Biblioteche di Roma conta inoltre di riprendere in carico Ennio Flaiano, Fabrizio Giovenale, Vaccheria Nardi, Longhena, Quarticciolo e Tullio De Mauro. A queste si aggiunge Villino Corsini, dove i lavori seguiti dalla Sovrintendenza con fondi Caput Mundi risultano conclusi. Ma anche dopo la riconsegna servono pulizie, arredi e sistemazione delle collezioni prima dell’effettiva apertura.
La stessa Cives ha riconosciuto davanti alla Commissione: “Ci sono stati dei ritardi”.
Cinquanta milioni e una rete destinata a crescere
Il programma è di dimensioni rilevanti. L’accordo tra Roma Capitale e Città Metropolitana prevede 17,5 milioni di euro per riqualificare 21 biblioteche esistenti e altri 32,5 milioni per realizzare nove nuovi poli culturali, per complessivi 50 milioni di euro nell’ambito del PNRR.
Le nove nuove strutture dovranno aggiungersi alla rete già esistente. Questo significa che il tema del personale non riguarda soltanto le biblioteche che oggi devono riaprire: riguarda anche quelle che dovranno entrare in funzione successivamente.
Il nodo per il Campidoglio arriva dopo i cantieri
È qui che la questione diventa amministrativamente rilevante per la Giunta Gualtieri. Il problema non è più soltanto consegnare gli edifici ristrutturati: bisogna avere abbastanza dipendenti per tenerli aperti, gestire il prestito e garantire i servizi ai cittadini.
Il caso di Tor Pignattara lo rende evidente. Cives ha spiegato che il personale utilizzato nel punto prestito dovrà tornare nelle biblioteche di provenienza quando riapriranno e che per garantire quel servizio servono almeno quattro persone.
Il risultato è un paradosso molto concreto: Roma sta recuperando e ampliando la propria rete bibliotecaria, ma la direttrice che dovrà gestirla avverte ufficialmente il Campidoglio che le risorse umane disponibili non sono sufficienti. Ed è questo, più ancora dei cantieri, il nodo che l’amministrazione dovrà risolvere per trasformare le riaperture annunciate in servizi realmente disponibili.