Roma, di notte l’Ara Pacis torna a colori: il monumento rivive come 2mila anni fa
Di notte l’Ara Pacis abbandona per qualche ora il bianco del marmo e torna a riempirsi dei colori che, secondo la ricostruzione scientifica, dovevano avvicinarla al suo aspetto nell’età di Augusto. Venerdì, sabato e domenica il Museo dell’Ara Pacis propone infatti “L’Ara si rivela”, esperienza immersiva che utilizza videomapping, musica e narrazione per riportare alla luce la policromia perduta del monumento.
Tre appuntamenti dopo il tramonto
Il prossimo weekend l’appuntamento è nelle serate di venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 agosto 2026. Fino al 13 settembre il calendario prevede tre turni ogni sera, alle 21, 22 e 23. L’esperienza dura circa 40 minuti, con un massimo di 40 partecipanti per turno, accompagnati da un operatore. Il percorso attraversa sia l’esterno del recinto sia l’interno del monumento.
Non si tratta, dunque, della semplice illuminazione scenografica di un reperto archeologico. L’obiettivo è far leggere nuovamente ciò che oggi il marmo bianco tende a nascondere: personaggi, piante, animali, abiti e simboli che nell’antichità dovevano presentarsi con una forza visiva completamente diversa.
Il marmo bianco si accende
Otto videoproiettori laser 4K seguono i rilievi dell’Ara e modulano luci e colori in tempo reale. La ricostruzione cromatica non è presentata come una certezza assoluta: è un’ipotesi scientifica, costruita attraverso analisi di laboratorio, confronti con la pittura romana – soprattutto pompeiana – e studi sulle sculture e sulle architetture greco-romane. Per gli elementi vegetali sono state utilizzate anche ricerche che hanno identificato oltre 50 specie rappresentate sul monumento.
È proprio questo particolare a rendere l’esperienza sorprendente. La Roma antica che siamo abituati a immaginare bianca, austera e monocromatica diventa improvvisamente molto più viva.
Tutte le parti dell’Ara Pacis che prendono vita
Il percorso porta i visitatori intorno al monumento e nell’ambulacro interno. Le principali aree interessate dalle proiezioni e dal racconto sono:
- il fronte occidentale, con Enea sacrificante ai Penati e la scena del Lupercale;
- il fregio Nord, con sacerdoti e membri della famiglia imperiale;
- il fregio Sud, con Augusto e la grande processione;
- l’ambulacro interno e l’altare, cuore del monumento;
- il fronte orientale, con Tellus e la dea Roma;
- il grande fregio vegetale, popolato da fiori, piante e piccoli animali.
Tra foglie e cespi riemergono rose, ninfee e palme, ma anche uccelli, serpenti, lucertole, rane, lumache, farfalle e i celebri cigni ad ali spiegate.
Un viaggio che parte da Augusto e arriva al Novecento
La visita non racconta soltanto l’Ara Pacis al momento della sua nascita. Le cuffie – disponibili in italiano, inglese, francese e spagnolo – accompagnano il pubblico attraverso le diverse vite del monumento: l’età augustea, il progressivo interramento, il lungo oblio, la riscoperta rinascimentale e infine gli scavi che tra Ottocento e Novecento portarono alla ricomposizione dell’Ara.
È un racconto costruito per tappe, nel quale alle immagini si aggiungono voci, musica ed effetti sonori. Non si guarda più soltanto un bassorilievo: si prova a capire chi sono quelle figure immobili da duemila anni e perché furono scolpite.
Quanto costa vedere l’Ara Pacis a colori
Il biglietto per la sola esperienza immersiva “L’Ara si rivela” costa 15 euro intero e 13 euro ridotto. È prevista anche una tariffa famiglia: 22 euro per due adulti con figli sotto i 18 anni, oppure 11 euro per un adulto con figli minorenni. Il preacquisto è fortemente consigliato e gli organizzatori invitano a presentarsi almeno 15 minuti prima dell’orario scelto.
Poi le luci ordinarie si abbassano e comincia il viaggio. Il bianco scompare, i fregi si accendono e davanti agli occhi riemerge una Roma lontanissima dall’immagine che ci hanno consegnato i secoli.
Per quaranta minuti l’Ara Pacis smette di sembrare una reliquia del passato e torna, almeno con la luce, nel mondo colorato per il quale era stata concepita.