Roma, difende un’anziana dai borseggiatori sulla metro e viene pestato: “Mi ha detto: io devo mangiare”
Ha visto una turista anziana con lo zaino aperto e non è riuscito a voltarsi dall’altra parte. Un attimo dopo si è ritrovato a terra, colpito al volto da un pugno e portato in ospedale con un trauma cranico. È successo alla fermata Piramide della metropolitana di Roma, dove un manager di 47 anni è stato aggredito dopo aver impedito l’ennesimo tentativo di borseggio.
La vittima è Gabriele Fisichella, direttore d’esercizio de La Dolce Vita Orient Express, il treno extra lusso che attraversa alcune delle località più esclusive d’Italia. Il 15 aprile, poco dopo le 15, ha deciso di intervenire per aiutare una coppia di anziani turisti. Un gesto istintivo che gli è costato caro.
Il furto sventato e il pestaggio
«Signora, le stanno aprendo lo zaino». Tutto è iniziato così. Fisichella si trovava sulla banchina quando ha notato una coppia di anziani davanti a lui. La donna aveva lo zaino aperto e due giovani le stavano addosso con troppa insistenza. Uno era pronto a infilare la mano all’interno, mentre un altro osservava la scena, pronto a coprire i complici in caso di problemi.
«Attorno a loro c’erano tre persone, due pronti a derubarli e uno a difenderli se qualcuno fosse intervenuto», ha raccontato al Corriere della Sera. Tutti con cappelli neri, probabilmente per rendere più difficile il riconoscimento attraverso le telecamere. Quando ha capito cosa stava succedendo, Fisichella ha bloccato il braccio del borseggiatore, evitando il furto. E lì è partita la reazione del borseggiatore. «Ci siamo guardati per un attimo. Ho visto che era cattivo, ma anche sorpreso. A un certo punto mi ha detto: “Io devo mangiare”». Una frase che, invece di giustificare, ha reso tutto ancora più assurdo.
Fisichella ha cercato di mantenere la calma e di restare a distanza. Fa sport da combattimento, sa gestire certe situazioni. Ma i borseggiatori avevano già deciso di fargliela pagare. «All’improvviso ho sentito qualcuno tirare il mio zaino da dietro, come se stesse aprendo la zip. Mi sono voltato d’istinto e il complice mi ha colpito con un pugno in faccia». Un colpo alla mandibola. Il manager è caduto a terra mentre il gruppo è fuggito. «Sono un buon incassatore, ma sono caduto lo stesso», ha raccontato. A soccorrerlo sono stati un dipendente Atac e una guardia giurata Italpol, che hanno chiamato immediatamente il 112 e il 118.
Il ricovero e le indagini: due fermati, caccia al terzo uomo
Trasportato all’ospedale Sant’Eugenio, è stato sottoposto a Tac. Per fortuna nessuna frattura, ma i medici hanno riscontrato un trauma cranico e un forte colpo alla mandibola. Nel frattempo gli agenti della Polmetro hanno acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza della stazione e ricostruito tutta la sequenza dell’aggressione. I responsabili sono stati identificati rapidamente.
Il giorno successivo, alla fermata Barberini, gli agenti hanno fermato due dei presunti aggressori insieme ad altri quattro borseggiatori. Si tratta di due giovani di nazionalità romena, di 25 anni e 22 anni. Fisichella li ha riconosciuti immediatamente dalle foto segnaletiche. Per loro è scattato il fermo con l’accusa di tentata rapina e lesioni. Adesso la caccia è concentrata sul terzo complice, quello che avrebbe avuto il ruolo di copertura durante il tentato furto. Una scena che a Roma, purtroppo, somiglia sempre meno a un’eccezione e sempre più a un’abitudine. Questa volta, però, qualcuno ha deciso di non restare a guardare.