Roma, donna aggredita all’ex Città del Rugby: il degrado avanza, le promesse di rilancio di Di Salvo e Gualtieri sono sparite

Spinaceto, l'ingresso all'ex città del Rugby

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Roma, una donna aggredita, picchiata e scippata vicino all’ex Città del Rugby, ieri sera, domenica 13 settembre, riaccende l’allarme su un’area di Spinaceto dove il degrado avanza mentre delle promesse di rilancio dell’amministrazione Gualtieri e del Municipio IX non si vede ancora nemmeno l’ombra.

L’aggressione davanti al parco

L’episodio, confermato dalle forze dell’ordine, è avvenuto intorno alle 20.30 di ieri sera domenica 13 settembre, lungo viale dei Caduti nella Guerra di Liberazione, all’altezza del complesso sportivo abbandonato. La donna era appena scesa dalla propria automobile quando sarebbe stata raggiunta da un uomo, percossa e derubata.

L’aggressore si è poi allontanato attraversando il parco in direzione dell’ex Città del Rugby. Sul posto sono intervenute due pattuglie dei Carabinieri e un’ambulanza. Non risulta, almeno al momento, che l’uomo sia stato identificato né che vivesse all’interno della struttura.

Da sogno sportivo a terra di nessuno

Il fatto di cronaca riporta al centro una ferita che Campidoglio e Municipio IX conoscono da anni. L’ex Città del Rugby, costata complessivamente circa 32 milioni di euro e mai realmente entrata in funzione, continua a essere una gigantesca struttura abbandonata tra abitazioni, scuole e spazi verdi.

Recinzioni, sgomberi e pulizie occasionali non hanno risolto il problema. Gli accessi abusivi sono proseguiti e l’area è rimasta esposta a occupazioni, rifiuti, carcasse di veicoli e possibili attività illecite. Un vuoto urbano che continua a generare insicurezza nel cuore di Spinaceto.

Quattro anni di progetti rimasti sulla carta

Negli ultimi quattro anni le amministrazioni guidate da Roberto Gualtieri e Titti Di Salvo hanno cambiato più volte ricetta. Prima è stato prospettato il ricorso ai fondi PNRR. Poi è arrivata l’idea di trasformare il complesso nella “Città delle donne dello sport”. Successivamente si è parlato di un progetto legato al calcio femminile, di un partenariato pubblico-privato e del coinvolgimento di Governo, Regione, Coni e Ministero dello Sport.

Nel gennaio 2024 l’assessore capitolino al Patrimonio Tobia Zevi annunciò il rilancio della struttura attraverso il programma dei Parchi integrati urbani, da far decollare “già nei prossimi mesi”. Nel novembre successivo l’ex Città del Rugby è effettivamente comparsa nella Data Room capitolina con la sigla “PIU 12.20 Spinaceto Sud”. Ma inserire un nome in un elenco non significa aprire un cantiere.

Il rilancio che non parte mai

A settembre 2026 non risultano lavori di recupero avviati, un finanziamento sufficiente, una gara conclusa o una data certa per restituire l’area ai cittadini. Restano le dichiarazioni, i sopralluoghi, i tavoli istituzionali e le ipotesi progettuali. Intanto la struttura continua a deteriorarsi e il costo stimato per salvarla cresce.

La prova del fallimento è arrivata il 3 settembre: lo stesso Municipio IX ha chiesto nuovamente al prefetto e al questore uno sgombero straordinario e un presidio interforze continuativo. Dopo quattro anni di governo territoriale, l’amministrazione municipale non annunciava dunque l’apertura del cantiere, ma domandava ancora alle forze dell’ordine di contenere l’emergenza.

Un’emergenza mai risolta

L’aggressione alla donna non può essere attribuita automaticamente agli occupanti della struttura. Ma non può neppure essere separata dal contesto di abbandono e insicurezza che le istituzioni hanno lasciato sedimentare intorno al complesso. Il Municipio IX conosce il problema; il Campidoglio possiede l’area; entrambi hanno moltiplicato promesse e proposte senza produrre una soluzione definitiva.

Il risultato è sotto gli occhi dei residenti: l’ex Città del Rugby non è diventata un polo sportivo, un parco integrato o la cittadella dello sport femminile. È rimasta una terra di nessuno a pochi metri dalle case e dalle scuole.

Dall’omicidio agli sgomberi falliti

Quello avvenuto lungo viale dei Caduti nella Guerra di Liberazione non arriva in un luogo pacificato. Nell’ottobre 2023 un uomo venne picchiato mortalmente all’interno del complesso. Nel gennaio 2024 la struttura fu sgomberata, ma gli occupanti tornarono dopo pochi giorni. Nel 2025 i residenti documentarono furgoni, rifiuti e veicoli introdotti nell’area; ad agosto fu necessario un nuovo intervento interforze.

Ora un’altra aggressione, avvenuta nelle immediate vicinanze, riporta Spinaceto al punto di partenza. Mentre la politica continua a progettare il futuro, i cittadini restano soli davanti a un presente fatto di paura, abbandono e promesse mai trasformate in realtà.