Roma, dopo il flop Olimpiadi 2040, Gualtieri ‘ripiega’ sui Mondiali di Atletica 2029: Campo Largo in crisi nera

Roma, sullo sfondo il Campidoglio, in primo piano il sindaco Gualtieri

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Roma si candida a ospitare i Mondiali di atletica del 2029, dopo il via libera del Governo Meloni alla garanzia finanziaria necessaria per sostenere il progetto. Una nuova sfida internazionale che Roberto Gualtieri presenta come una grande occasione per la Capitale. Ma dietro l’annuncio resta il recente e clamoroso flop politico delle Olimpiadi 2040, davvero difficile da nascondere: la mozione di Azione presentata per studiare la possibile candidatura di Roma per ospitare i giochi olimpici è arrivata per 21 volte in Assemblea capitolina negli ultimi sei mesi senza essere mai votata, fino a scomparire dall’ordine dei lavori.

Il Governo apre la pista mondiale

Il nuovo obiettivo è, certo, concreto. L’annuncio è arrivato dal presidente della Fidal Stefano Mei dopo l’incontro con i ministri Andrea Abodi e Giancarlo Giorgetti. La decisione permette alla Capitale di entrare nella fase decisiva della corsa internazionale, con l’assegnazione attesa a settembre.

È una buona notizia per Roma e per lo sport italiano. Ma politicamente arriva nel momento peggiore per Gualtieri: proprio mentre la sua maggioranza ha dimostrato di non riuscire a pronunciarsi neppure sull’ipotesi, assai più lontana, delle Olimpiadi del 2040.

La mozione entrata in Aula 21 volte

La mozione numero 33 del 2026 pro-Olimpiadi era stata depositata il 23 gennaio scorso dai consiglieri capitolini di Azione Flavia De Gregorio e Antonio De Santis. Non chiedeva di candidare immediatamente Roma, né impegnava il Comune a spendere miliardi. Proponeva semplicemente di avviare uno studio su impianti, trasporti, sostenibilità, costi e possibili ricadute di una candidatura olimpica diffusa.

Eppure l’atto è rimasto bloccato. Dalla ricostruzione degli ordini dei lavori emerge che la mozione è stata calendarizzata in 21 date di seduta, distribuite in undici tornate tra maggio e metà luglio: dal 5 e 7 maggio fino alle convocazioni del 14, 15 e 16 luglio. Ventuno occasioni per discutere. Ventuno occasioni senza una votazione conclusiva.

Poi la proposta scompare

Dopo mesi di rinvii, è arrivato il passaggio politicamente più imbarazzante. La mozione sulle Olimpiadi 2040 è letteralmente scomparsa dall’ordine dei lavori dell’Assemblea capitolina convocata dal 21 al 24 luglio. E non è ritornata neppure nel calendario delle sedute dal 27 al 31 luglio, dove pure hanno trovato spazio bilancio, urbanistica, sport e altre mozioni.

Non risulta formalmente ritirata o bocciata. Semplicemente, dopo essere stata trascinata da una seduta all’altra, è uscita dal calendario. Un limbo istituzionale che fotografa meglio di qualsiasi comunicato l’incapacità del Campidoglio di assumere una posizione chiara.

Azione insiste anche sui social

Azione non aveva nascosto la propria battaglia. Flavia De Gregorio aveva utilizzato anche i social per sostenere che la mozione fosse riuscita almeno ad aprire il dibattito, tornando successivamente a chiedere in modo esplicito che Roma valutasse la corsa ai Giochi del 2040. Le pubblicazioni dimostrano che la proposta non era stata abbandonata dai promotori e che il mancato voto non può essere attribuito a un loro disinteresse.

Il problema, dunque, era tutto dentro l’Aula Giulio Cesare: una maggioranza incapace di decidere e un possibile Campo largo (quello con Pd, 5 Stelle e AVS) diviso anche davanti a un atto privo di effetti immediati.

Gualtieri corre davanti alla maggioranza

Gualtieri, nel frattempo, si era già mostrato favorevole all’idea olimpica, anche a mezzo stampa. A febbraio aveva dichiarato che per Roma sarebbe stato bello candidarsi per il 2036 o per il 2040 e che nella Capitale esistevano le condizioni per lavorare insieme a Governo e Coni. Parole ambiziose, alle quali non è però seguito il passaggio politico più elementare: far esprimere l’Assemblea capitolina.

Il sindaco ha insomma corso davanti alla propria maggioranza, annunciando la possibile meta prima che il Campo largo riuscisse persino ad approvare la mappa del percorso. È questo il punto debole che oggi rende il progetto dei Mondiali simile, sul piano politico, a un ripiego comunicativo.

Il Campo largo resta ai blocchi

La candidatura mondiale del 2029 non dimostra che Gualtieri abbia formalmente rinunciato alle Olimpiadi 2040. Ma il contrasto è evidente: sui Mondiali esistono una federazione, una garanzia economica del Governo e una procedura internazionale; sui Giochi olimpici il Campidoglio non è riuscito neppure a votare neppure una mozione esplorativa.

Il problema non sono i cinque cerchi. È un Campo largo che riesce a stare insieme negli annunci, ma entra in crisi quando arriva il momento di scegliere. E Gualtieri, pur di non aspettare una maggioranza ferma ai blocchi, ha già cambiato pista.