Roma, emergenza rifiuti infinita a Giubileo finito: contro il rischio allagamenti dell’Impianto AMA resta il Piano dei… “sacchi di sabbia”


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Roma dispone di pochi impianti pubblici per gestire e trattare i suoi rifiuti e persino uno dei nodi strategici esistenti resta in attesa della definitiva messa in sicurezza. Una fragilità che avrebbe dovuto essere risolta prima, non rinviata oltre la fine del Giubileo e del commissariamento. Ebbene, contro il rischio di allagamento che incombe sull’Impianto rifiuti AMA di Ponte Malnome resterà in vigore un Piano di sicurezza provvisorio basato, in caso di “allerta meteo con rischio idraulico elevato (allerta rossa)” – così riportano le carte – sullo svuotamento dei rifiuti e su una barriera di sacchi di sabbia alta almeno 1,20 metri.

Le opere definitive di messa in sicurezza idraulica, attese entro maggio scorso, potranno invece slittare fino al 31 marzo 2027, quindi ben oltre la scadenza del periodo commissariale del Giubileo 2025, che scadrà il prossimo 31 dicembre.

Lo stabilisce l’ordinanza commissariale numero 34, firmata l’8 agosto da Roberto Gualtieri come commissario straordinario per il Giubileo.

L’ingresso del Centro Ama dista, secondo una stima cartografica, circa 300-400 metri in linea d’aria dal Rio Galeria, mentre le aree orientali del complesso industriale risultano molto più vicine all’alveo. Una distanza che nel 2014 non bastò a proteggerlo: l’esondazione del corso d’acqua allagò il sito e trascinò tonnellate di rifiuti nei terreni esterni.

Il muro rinviato al 2027

Il provvedimento di Gualtieri riguarda lo stabilimento AMA di via Benedetto Luigi Montel, a Ponte Malnome, uno snodo importante per la raccolta nel quadrante sud-occidentale della Capitale.

A dover essere completati sono un muro di contenimento e due rampe a pendenza costante, destinati alla messa in sicurezza idraulica del locale di trasferenza. La conclusione dei lavori viene prorogata al 31 marzo 2027, post autunno-inverno 2026, quindi.

Quando scatta il piano dei sacchi

I sacchi non saranno lasciati permanentemente attorno all’impianto. La procedura scatterà in caso di allerta meteo rossa con rischio idraulico elevato, legata alla previsione di una piena del Rio Galeria.

AMA dovrà sospendere i nuovi conferimenti, svuotare le trasferenze dai rifiuti presenti e innalzare una barriera di sacchi di sabbia alta almeno 1,20 metri. Una difesa provvisoria chiamata a impedire l’inondazione del locale mentre le opere strutturali restano incompiute.

La proroga chiesta dopo il termine

I lavori erano stati prescritti con l’ordinanza numero 56 del 17 novembre 2025 e dovevano essere realizzati entro sei mesi. La scadenza ricavabile dall’atto era quindi il 17 maggio 2026.

La prima richiesta di proroga presentata da AMA è però datata 25 maggio, otto giorni dopo. L’ordinanza di agosto non menziona eventuali sospensioni intermedie né chiarisce espressamente come sia stato gestito il periodo trascorso tra il vecchio termine e il nuovo provvedimento.

Un calendario nato già in affanno

La stessa cronologia riportata nell’atto solleva dubbi sulla sostenibilità del programma iniziale. Il progetto esecutivo fu completato il 13 gennaio e verificato il 20 marzo. L’approfondimento sulle alberature arrivò il 4 maggio, mentre l’autorizzazione sismica fu ottenuta l’11 maggio.

AMA riferisce di aver presentato la SCIA il 23 aprile, con avvio dei lavori una volta trascorsi trenta giorni. Secondo queste date, l’intervento avrebbe potuto cominciare intorno al 23 maggio, quando la scadenza del 17 risultava già superata.

Falda superficiale e palancole in ritardo

AMA spiega che le indagini hanno rivelato condizioni più complesse del previsto: falda quasi affiorante e necessità di fondazioni profonde, pali e palancole fino a otto metri. Circostanze che, secondo l’azienda, non erano note quando venne preparato il primo cronoprogramma.

La conclusione, inizialmente richiesta per febbraio 2027, è stata poi spostata a marzo. Il mese aggiuntivo viene attribuito al ritardo nella consegna delle palancole, collegato alla crisi geopolitica internazionale. Nell’ordinanza, però, non sono indicati fornitore, data dell’ordine, consegna prevista o eventuali penali.

L’errore tra “massimo” e “minimo”

Tra le carte emerge anche un particolare significativo. La procedura AMA prevedeva una barriera di sacchi di sabbia alta al “massimo” 1,20 metri. L’ordinanza corregge l’indicazione e stabilisce che l’altezza debba essere invece “minima”.

Una sola parola ribalta completamente il requisito di sicurezza. Il provvedimento firmato da Gualtieri deve così correggere una prescrizione aziendale che, letta alla lettera, poneva un limite superiore proprio alla barriera destinata a fermare l’acqua.

La Regione rimette le verifiche al commissario

La Regione Lazio ha espresso il “sentito” previsto dalla legge, ma la nota non contiene un’autonoma validazione tecnica della soluzione idraulica. La Direzione regionale rimette alle valutazioni e alle verifiche del commissario anche questi aspetti.

La Regione ribadisce inoltre la necessità di realizzare il nuovo impianto destinato a sostituire la mera trasferenza. Un richiamo che mostra quanto Ponte Malnome sia ancora lontano dall’assetto definitivo programmato.

Il rischio di ripercussioni sulla raccolta

L’ordinanza riconosce che l’eventuale impossibilità di conferire rifiuti a Ponte Malnome provocherebbe inefficienze nel servizio del quadrante sud-occidentale. La conseguenza potrebbe essere un deposito incontrollato presso i punti di raccolta stradale, con problemi sanitari, ambientali e di decoro.

Per questo, davanti a un’allerta rossa, AMA dovrebbe riuscire a svuotare il sito e trovare rapidamente mezzi e destinazioni alternative.

Il rinvio oltre Gualtieri commissario

Il Giubileo ordinario del 2025 si è concluso ufficialmente il 6 gennaio 2026. Il mandato affidato a Gualtieri come commissario straordinario proseguirà invece, per legge, fino al 31 dicembre 2026.

La nuova scadenza di Ponte Malnome supera anche questo termine. Il muro e le rampe potranno essere completati entro il 31 marzo 2027, quando i poteri straordinari di Gualtieri saranno già cessati da tre mesi.

Il commissariamento avrebbe dovuto accelerare gli interventi e rafforzare il ciclo romano dei rifiuti. A Ponte Malnome resta invece una messa in sicurezza rinviata, una richiesta di proroga presentata dopo il termine ricavabile dall’ordinanza precedente e una procedura che, in caso di allerta rossa, impone di svuotare le trasferenze e innalzare una barriera di sacchi di sabbia. Una soluzione dichiaratamente provvisoria che sopravvive al Giubileo e accompagna l’impianto verso il dopo-Gualtieri commissario.