Roma fa rivivere una musa nel luogo in cui è stata scoperta: ma sarà un ‘doppione’ digitale creato con l’IA. Dove e quando vederla

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Roma fa rivivere con l’intelligenza artificiale Polimnia, la musa rappresentata da una statua rinvenuta nel 1928 in un cunicolo sotto Villa Fiorelli e oggi custodita alla Centrale Montemartini. L’opera originale non verrà spostata: a tornare simbolicamente nel luogo della scoperta sarà il suo doppio digitale, creato attraverso l’intelligenza artificiale e destinato a essere mostrato anche in realtà aumentata.

La scoperta sotto Villa Fiorelli

La statua venne ritrovata quasi un secolo fa nell’area degli antichi Horti Spei Veteris, un vasto possedimento imperiale che si estendeva nella zona sud-orientale di Roma. Polimnia, una delle nove figlie di Zeus e Mnemosine, è considerata la protettrice del canto eroico e della memoria. Proprio quest’ultimo elemento ha ispirato un progetto che prova a riunire virtualmente la scultura e il territorio dal quale riemerse nel 1928.

La musa avrà un doppio digitale

L’iniziativa si chiama “Polimnia torna a casa” ed è inserita nella seconda edizione di “Paesaggi Umani di Roma Plurale”. NuvolaProject sta realizzando un modello digitale della musa con l’impiego dell’intelligenza artificiale. Il progetto, sviluppato d’intesa con la Direzione Musei Civici di Roma Capitale, prevede l’utilizzo della realtà aumentata e di videoproiezioni itineranti. Non una copia materiale, dunque, ma una nuova presenza virtuale capace di attraversare la città.

Dalla Montemartini al luogo del ritrovamento

Il viaggio simbolico di Polimnia si svolgerà l’11 ottobre 2026 in due momenti. Alle 11 è previsto un appuntamento alla Centrale Montemartini, in via Ostiense, dove si trova la statua originale. Alle 19 il percorso raggiungerà la Casa del Quartiere e il piazzale di Villa Fiorelli. Sono annunciati un itinerario guidato da Carlo Infante, videoproiezioni di NuvolaProject e una performance di Gaia Riposati.

Roma riscopre la memoria con l’IA

L’obiettivo va oltre l’effetto spettacolare. Il doppio virtuale di Polimnia viene presentato come un modello da applicare anche ad altre zone di Roma dalle quali provengono opere oggi conservate nei musei. L’intelligenza artificiale diventa così uno strumento per ricucire la distanza fra i reperti e i luoghi del ritrovamento. Dopo quasi cento anni, la musa della memoria torna idealmente nel sottosuolo che l’aveva custodita per secoli.

Gli appuntamenti sono gratuiti, con ingresso libero fino a esaurimento dei posti. Il programma generale di “Paesaggi Umani di Roma Plurale” prosegue fino al 21 ottobre e può subire variazioni, come specificato dagli organizzatori.