Roma, fuga sul GRA e cocaina nel calzino, poi la droga nascosta tra le radici degli alberi e in bocca: 6 arresti
Ha premuto sull’acceleratore appena ha visto le luci della Volante alle sue spalle. Poi ha imboccato il Grande Raccordo Anulare di Roma nel tentativo disperato di seminare gli agenti e liberarsi della droga che aveva addosso. Una fuga durata pochi minuti e finita lungo la corsia d’emergenza, con le manette ai polsi.
È solo uno dei sei arresti eseguiti dalla Polizia di Stato nelle ultime ore tra Roma e la provincia nell’ambito dei controlli contro lo spaccio di sostanze stupefacenti. Un’attività che ha portato alla scoperta di nascondigli improvvisati, basi operative per il confezionamento della droga e veri e propri punti di distribuzione utilizzati per rifornire clienti tra centro e periferia.
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La fuga sul Raccordo e la cocaina nascosta nel calzino
L’episodio più movimentato si è verificato lungo via della Magliana. Una pattuglia ha notato un’utilitaria procedere con atteggiamento sospetto e ha intimato l’alt al conducente. L’uomo, un romano di 54 anni, invece di fermarsi ha schiacciato il piede sull’acceleratore tentando di guadagnare tempo e sbarazzarsi della droga che trasportava. L’inseguimento si è concluso sul Grande Raccordo Anulare, dove gli agenti sono riusciti a bloccarlo.
La successiva perquisizione ha portato al recupero della cocaina che non era riuscito a disfarsi. Parte della sostanza era stata nascosta all’interno di un calzino. Nell’auto sono stati inoltre trovati diversi telefoni cellulari e un’agenda con nomi, numeri e annotazioni ritenute riconducibili all’attività di spaccio.
Il secondo arresto è stato effettuato a Fonte Nuova. A far partire i controlli è stata una segnalazione arrivata attraverso il sistema utilizzato dalle strutture ricettive per comunicare le presenze alle forze dell’ordine, “Alloggiati Web”. Gli agenti hanno raggiunto l’albergo e identificato un cittadino colombiano di 62 anni. Dagli accertamenti è emerso che sull’uomo pendeva un provvedimento di cattura legato a una condanna definitiva per reati in materia di stupefacenti emessa dal Tribunale di Trieste. Per lui si sono aperte le porte del carcere di Regina Coeli.
L’auto trasformata in una centrale dello spaccio
In via Cristoforo Colombo gli agenti hanno individuato un’altra base operativa. Questa volta non un appartamento, ma un’automobile parcheggiata in doppia fila e utilizzata come deposito mobile della droga. Alla guida c’era un giovane spagnolo di 23 anni. All’interno del veicolo gli agenti hanno trovato numerose dosi già confezionate di crack, cocaina e hashish, pronte per essere vendute ai clienti. Anche per lui sono scattate le manette.
Altri due arresti sono stati effettuati nelle aree di competenza dei commissariati Vescovio e Porta Maggiore. Nel primo caso gli agenti hanno scoperto che il pusher utilizzava le radici di un albero come deposito della droga, convinto che quel nascondiglio improvvisato potesse sfuggire ai controlli. Nel secondo, invece, lo stupefacente era stato occultato direttamente nel cavo orale nel tentativo di evitare il sequestro durante le verifiche di polizia. Un espediente che non è bastato a evitare l’arresto.
L’ultimo intervento ha portato gli investigatori fino a Genzano. All’interno di un’abitazione nella disponibilità di un giovane originario di Frascati è stata scoperta una vera e propria base utilizzata per la lavorazione e il confezionamento della cocaina. Durante la perquisizione sono stati sequestrati involucri contenenti droga, materiale per il taglio della sostanza e strumenti utilizzati per la pesatura e il confezionamento delle dosi. Anche in questo caso è scattato l’arresto. Dalla fuga sul Raccordo al deposito nascosto tra le radici di un albero, fino alla centrale della cocaina scoperta in un monolocale, tutti gli arresti sono stati successivamente convalidati dall’Autorità Giudiziaria.