‘Roma Future Week 2026’, la città apre le porte al futuro (dall’IA a satelliti e nuove tecnologie): il programma


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Roma porta il futuro fuori dai tradizionali convegni e lo fa entrare in uffici, scuole, università, negozi, musei e laboratori: dal 21 al 27 settembre torna Rome Future Week, il festival diffuso dedicato all’innovazione. Per sette giorni la città diventa una grande mappa da attraversare, con incontri, mostre, corsi, esperienze e workshop organizzati in luoghi molto diversi tra loro. Non esiste un unico ingresso: il programma si sparge per Roma.

Undici porte aperte sul domani

L’edizione 2026 ruota intorno al tema “Materia Prima”, intesa non soltanto come risorsa fisica, ma anche come insieme di idee, competenze, relazioni e conoscenze necessarie per costruire il cambiamento. Il programma si articola attraverso undici Future Hub, spazi tematici chiamati a mettere in contatto imprese, associazioni, professionisti, università e istituzioni. L’obiettivo è raccontare il futuro mentre sta già prendendo forma nella vita quotidiana.

Dall’intelligenza artificiale alle truffe digitali

Gli appuntamenti attraversano lavoro, formazione, cinema, salute, sostenibilità, mobilità, spazio e intelligenza artificiale. Si parlerà dell’impiego dell’IA nella Pubblica amministrazione, delle nuove professioni e dei rischi delle truffe digitali. Non mancheranno laboratori sull’osservazione della Terra attraverso i satelliti, incontri tra startup e investitori, esperienze artistiche, percorsi sul benessere e persino degustazioni dedicate all’olio. Un calendario molto ampio, pensato per pubblici diversi.

La città diventa un grande laboratorio

La particolarità della Rome Future Week è proprio la sua struttura. Gli eventi non si concentrano in una fiera, ma raggiungono coworking, auditorium, centri culturali, biblioteche, attività private e sedi universitarie. Alcuni appuntamenti sono gratuiti, altri richiedono una registrazione e altri ancora possono essere a pagamento: prima di partecipare è quindi necessario controllare la singola scheda. Ogni visitatore può costruire una propria agenda e seguire soltanto i temi che gli interessano.

L’apertura tra le vecchie turbine di Roma

La quarta edizione si apre il 21 settembre alle 9.30 alla Centrale Montemartini, la prima centrale elettrica municipale della Capitale, oggi trasformata in museo. È una scelta simbolica: parlare del domani in un luogo dove archeologia industriale e arte antica convivono ogni giorno. L’edizione precedente, secondo gli organizzatori, aveva superato 400 eventi e 75mila partecipanti in più di 200 luoghi. Ora Roma prova a ripartire da quella energia, trasformando per una settimana l’intera città in un laboratorio aperto.