Roma, giallo sui dati reali della ZTL: “Da 50mila a soli 5mila ingressi”, Mussolini (FI) chiede i documenti alla Giunta Gualtieri


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Roma, sui numeri della Ztl scoppia un nuovo scontro politico: Rachele Mussolini, capogruppo capitolina di Forza Italia, contesta i dati diffusi dall’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè e annuncia di aver presentato una richiesta di accesso agli atti per verificare cifre e documentazione. Nel mirino finiscono soprattutto gli oltre 130mila permessi e autorizzazioni che, secondo la ricostruzione dell’Amministrazione, sarebbero stati eliminati o drasticamente ridotti attraverso le nuove regole.

Mussolini: “Dati surreali e poco convincenti”

La consigliera di Forza Italia parla di numeri “surreali e per nulla convincenti” e chiede al Campidoglio di mettere a disposizione gli atti che li sostengono.

Il punto di partenza è la dichiarazione con cui Patanè, il 25 settembre, ha rivendicato i risultati delle nuove politiche sulla Ztl del Centro storico. L’assessore ha indicato 75mila permessi per auto elettriche prima della nuova disciplina, ridotti successivamente a circa 2.500, oltre alla cancellazione di migliaia di autorizzazioni legate ai contrassegni per persone con disabilità.

Il nodo dei permessi disabili

Una parte consistente dei numeri riguarda proprio i permessi disabili. Patanè ha parlato di circa 57.600 ingressi “non corretti o ridondanti” eliminati: 37.700 attraverso la cancellazione della terza targa e 19.900 legati a permessi non riconsegnati.

Mussolini contesta però la lettura politica di questi dati. Secondo la capogruppo di Forza Italia, la cancellazione della terza targa associata al contrassegno non equivale automaticamente alla scomparsa dello stesso numero di automobili dalla circolazione, poiché il diritto è comunque riferito alla persona titolare del contrassegno.

Auto elettriche, il passaggio da 50mila a 5mila

È però sulle auto elettriche che lo scontro si fa ancora più acceso.

Nella nota ufficiale di Roma Servizi per la Mobilità, Patanè afferma inizialmente che la crescita dei permessi per i veicoli elettrici avrebbe prodotto “fino a 50.000 passaggi giornalieri”. Poche righe più avanti viene invece indicato un abbattimento degli ingressi quotidiani delle elettriche “da circa 5.000 ad appena 400”.

Una differenza che Mussolini mette al centro della propria iniziativa politica e sulla quale chiede ora chiarimenti documentali al Campidoglio.

L’accesso agli atti e la partita davanti al TAR

La capogruppo di Forza Italia ha quindi depositato una richiesta di accesso agli atti per conoscere le fonti, le banche dati e i criteri utilizzati per elaborare i numeri diffusi dall’assessorato.

La questione si intreccia con il contenzioso già aperto sulla nuova disciplina delle auto elettriche. Dal primo luglio l’accesso alle Ztl non è più automaticamente gratuito per questi veicoli e, salvo le categorie esentate, è necessario acquistare un permesso annuale.

Il TAR Lazio non ha sospeso il nuovo sistema, che resta dunque operativo, ma ha disposto un approfondimento istruttorio sugli studi, sui flussi di traffico e sui criteri utilizzati per determinare le tariffe. L’udienza di merito è fissata per il 13 gennaio 2027.

Per Mussolini il punto politico resta uno: prima di rivendicare il risultato delle nuove regole, il Campidoglio deve rendere verificabili i numeri sui quali quel risultato viene costruito. E con l’accesso agli atti appena presentato, la battaglia sulla Ztl si sposta adesso dalle dichiarazioni alle carte.