Roma, gli ‘alberi Frankenstein’ finiscono sotto la motosega: abbattuti i lecci trapiantati 5 mesi fa, cittadini contro Gualtieri


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Due dei lecci maturi trasferiti appena cinque mesi fa da viale Mazzini a viale degli Ammiragli sarebbero stati abbattuti il 24 agosto: è la nuova denuncia di CURAA che riaccende lo scontro sulla gestione del verde a Roma e mette ancora nel mirino il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessora Sabrina Alfonsi. Sullo sfondo resta anche il bando da circa 6 milioni di euro annunciato ad agosto per interventi che comprenderebbero deceppamenti, sistemazione delle aiuole e ulteriori abbattimenti.

I lecci trapiantati a marzo finiscono sotto la motosega

La denuncia arriva da CURAA – Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e i suoi Abitanti. La presidente Jacopa Stinchelli sostiene che due lecci maturi trasferiti in primavera in viale degli Ammiragli siano stati abbattuti lunedì 24 agosto. Il 27 marzo Roma Capitale aveva annunciato ufficialmente il loro trapianto, spiegando che provenivano dalle aree interessate dai lavori della tratta T2 della Metro C e che sarebbero stati ricollocati nelle aiuole del quartiere Cipro.

CURAA: «Il circolo vizioso delle motoseghe continua»

Per Stinchelli, quanto accaduto confermerebbe le critiche avanzate fin dall’inizio. «Il circolo vizioso delle motoseghe continua a Roma», attacca. CURAA chiede anche chiarimenti sulla destinazione del materiale legnoso e sugli eventuali introiti legati alle biomasse. Su questo punto, però, il comunicato non produce documenti che dimostrino un collegamento economico specifico: resta quindi una richiesta di trasparenza dell’associazione.

Gli “alberi Frankenstein” e il nodo dei trapianti

La polemica nasce dalle drastiche potature effettuate per consentire il trasferimento di alberature mature dai cantieri della Metro C. CURAA, citando le valutazioni dell’agronomo Daniele Zanzi, aveva contestato quelle pratiche e Stinchelli aveva ribattezzato gli esemplari “alberi Frankenstein”. «Anche questa volta CURAA aveva ragione: due di questi malcapitati alberi sono stati abbattuti ieri», sostiene ora la presidente.

Il punto politicamente più delicato è proprio questo: a marzo il Campidoglio aveva presentato almeno una parte degli interventi come trasferimenti e ricollocazioni, non come eliminazioni definitive. Oggi CURAA chiede quanti alberi siano realmente sopravvissuti, dove siano stati trasferiti gli altri e quanto siano costate complessivamente le operazioni.

Da Villa Ada al Fleming, cittadini ancora sul piede di guerra

Il caso di viale degli Ammiragli arriva dopo settimane di polemiche. Il 10 agosto l’Osservatorio Sherwood Villa Ada ha denunciato che 19 dei 22 giovani alberi piantati nel 2024 intorno al laghetto superiore sarebbero morti, mentre gli altri tre apparirebbero gravemente compromessi. Nel mirino dei cittadini soprattutto irrigazione e manutenzione.

Pochi giorni dopo è esploso il caso del Fleming, dove sono stati abbattuti quattro pini di circa 70-75 anni in piazza Monteleone di Spoleto. Residenti e CURAA avevano chiesto una perizia indipendente. In quel caso dal Campidoglio era filtrata anche l’irritazione di Gualtieri per la scelta del XV Municipio, che ha però difeso l’intervento sostenendo che fosse autorizzato e prevedesse tredici nuove alberature.

Il bando da 6 milioni e la replica di Gualtieri

Intanto resta aperto anche il fronte del bando da circa 6 milioni di euro annunciato ad agosto, destinato – secondo quanto emerso pubblicamente – a deceppamenti, sistemazione delle aiuole e interventi comprendenti abbattimenti. La vicenda ha già provocato l’attacco politico di Forza Italia e di Luisa Regimenti contro Gualtieri e Alfonsi. Va però precisato che non ogni abbattimento è necessariamente ingiustificato: gli interventi per ragioni di sicurezza sono normalmente preceduti da valutazioni tecniche.

Gualtieri respinge intanto il racconto di una Capitale senza alberi. Il primo agosto ha parlato di “fake news” e rivendicato «il più grande piano di forestazione urbana della storia di Roma». Mentre la maggioranza capitolina sostiene che negli ultimi quattro anni e mezzo siano stati piantati quasi 70mila nuovi alberi.

CURAA, però, riporta lo scontro sui numeri concreti: quanti attecchiscono davvero, quanto costano i trapianti e dove finiscono gli alberi trasferiti? «Chiediamo trasparenza sui costi delle operazioni di trapianto, sulle percentuali di attecchimento e sulla destinazione degli alberi trasferiti», conclude Stinchelli.

Ed è qui che la polemica diventa difficile da archiviare. Dopo mesi di annunci, trapianti, nuove piantumazioni e motoseghe, i comitati chiedono un bilancio verificabile, albero per albero, di quelli tagliati, trasferiti, ripiantati e soprattutto sopravvissuti.