Roma, Gualtieri blocca auto e termosifoni, ma bus, metro A, B e C e tram restano al palo
Roberto Gualtieri conferma i divieti per le auto più inquinanti nella Fascia Verde e limita l’accensione dei termosifoni, mentre autobus, metro e tram continuano a mostrare criticità che pesano sulla vita quotidiana dei romani. È il quadro che emerge dalle due ordinanze, la numero 144 e la 145, annunciate oggi, 29 ottobre, dal Campidoglio. L’obiettivo dichiarato è migliorare la qualità dell’aria. Ma la ricetta dell’amministrazione appare ancora una volta concentrata soprattutto sulle restrizioni imposte ai cittadini.
Fascia Verde, divieti confermati fino al 2027
Dal 1° novembre 2026 al 31 ottobre 2027 vengono rinnovati i blocchi della circolazione nella ZTL Fascia Verde. Lo stop, operativo dal lunedì al sabato, festivi esclusi, riguarda le auto a benzina fino a Euro 2 e quelle diesel fino a Euro 3, oltre alle categorie più vecchie di motocicli. I diesel Euro 4 ed Euro 5 restano esclusi dal blocco. Per chi possiede un’automobile datata, tuttavia, la limitazione continua a rappresentare un problema concreto. Il paradosso è che questi cittadini devono continuare a pagare il bollo auto e sostenere i costi legati al proprio veicolo, ma non possono liberamente utilizzarlo nella Fascia Verde durante i giorni di divieto. In sostanza, si continua a pagare per possedere un’automobile che il Campidoglio impedisce di usare in una vasta porzione della città. E chi non ha i soldi per comprarne una nuova? Per Gualtieri il problema sembra restare tutto sulle spalle dei cittadini.
Termosifoni limitati e cinque domeniche ecologiche
La seconda ordinanza riguarda i riscaldamenti: accensione dal 15 novembre 2026 all’8 aprile 2027, per un massimo di 11 ore quotidiane, ridotte a 10 negli uffici capitolini. Intanto sono già state programmate cinque domeniche ecologiche, a partire dal prossimo 15 novembre, con ulteriori blocchi del traffico nella Fascia Verde. Provvedimenti motivati dalla necessità di contenere l’inquinamento, ma che alimentano una domanda inevitabile: quali alternative vengono offerte a chi deve attraversare Roma ogni giorno?
Autovelox, Photored e ZTL: la Roma dei controlli
Il quadro delle limitazioni, come noto, si completa con i controlli stradali, gli autovelox, le ZTL e il programma di 38 nuovi dispositivi Photored, destinati a rilevare i passaggi con il semaforo rosso. Il Campidoglio li presenta come strumenti per migliorare la sicurezza, una finalità importante. Ma sul piano politico emerge un contrasto: mentre divieti e sistemi di controllo occupano un posto centrale nell’agenda capitolina, i miglioramenti attesi sulla mobilità pubblica procedono con tempi ben diversi.
Bus lenti, tram in difficoltà e metropolitane: la svolta può attendere
Il rapporto sul benessere di Roma del 2026 fotografa autobus che viaggiano mediamente a 15,6 chilometri orari e tram a 10,4 chilometri orari, entrambi sotto le medie nazionali. Una situazione aggravata dai cantieri, dalle deviazioni e dai collegamenti ancora affidati ai bus sostitutivi. Le linee tranviarie 2 e 19 restano interessate dalle sospensioni, mentre le linee 5 e 14 funzionano soltanto su parte del percorso. E i nuovi tram, annunciati come una svolta, devono ancora entrare pienamente in servizio.
Sulla Metro A resta aperto il caso delle dieci stazioni da riqualificare, da Ponte Lungo a Cinecittà. I lavori, inizialmente annunciati per l’estate, sono stati rinviati all’autunno, senza che fosse pubblicato un calendario definitivo e dettagliato delle chiusure. Intanto, alla stazione Termini, i pendolari continuano a segnalare banchine affollate e attese superiori a quelle indicate sui tabelloni. Una situazione che rende ancora più difficile convincere i cittadini ad abbandonare l’automobile.
Sulla Metro B, invece, i nuovi treni Hitachi sembrano ormai un miraggio. Il primo convoglio è arrivato nell’aprile 2025, ma a metà ottobre 2026, nonostante sei treni già consegnati, nessuno risultava ancora operativo con i passeggeri. La fornitura complessiva prevede 36 mezzi, per un investimento di circa 353 milioni di euro. Collaudi e autorizzazioni restano indispensabili, ma le promesse iniziali sono state disattese. L’assessore Eugenio Patanè punta adesso su novembre per le prime immissioni in servizio, senza una data definitiva.
E sulla Metro C la situazione non è certo più incoraggiante. Le attese medie restano intorno ai nove minuti, con appena otto o nove convogli normalmente in circolazione sui tredici disponibili. Per ridurre gli intervalli a circa quattro minuti e mezzo bisognerà attendere, secondo le previsioni, la fine del 2029. Ancora più lontani i benefici dei prolungamenti: l’apertura della stazione Venezia è programmata per il 2034, mentre per la tratta verso Farnesina si guarda al 2037.
La politica debole sui trasporti pubblici di Gualtieri e Patanè
È questo il vero punto debole della politica di Gualtieri: mentre ZTL, blocchi del traffico, autovelox e Photored diventano realtà, il potenziamento dei trasporti pubblici procede con tempi molto più lunghi. Ai romani si chiede di lasciare l’auto a casa, ma bus, tram e metropolitane non offrono ancora un’alternativa sufficientemente rapida, capillare e affidabile. I divieti arrivano subito, i servizi migliori restano una promessa.
Perché una città più pulita non si costruisce soltanto vietando di circolare. Si costruisce soprattutto mettendo i cittadini nelle condizioni di poter lasciare davvero l’auto a casa. La domanda per Gualtieri è semplice: quando Roma potrà finalmente contare su trasporti pubblici all’altezza dei sacrifici richiesti ai romani?