Roma, Gualtieri cambia la Giunta, ma non placa il caos: il Campo Largo si spacca sull’inceneritore in Campidoglio e alla Pisana

Gualtieri e Baglio, sullo sfondo un inceneritore

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Roma, Monica Lucarelli lascia la Giunta, Valeria Baglio prende il suo posto, ma il vero problema politico del sindaco e del Pd romano e laziale in vista del bis del 2027 resta quello di mettere insieme i pezzi di una coalizione che dovrebbe sostenerlo ma che, sui principali dossier della Capitale, continua a mostrare divisioni profonde. Una sostituzione rapida, che però non chiude affatto la partita politica.

Il vero rimpasto è quello del campo largo

La domanda, ormai, non riguarda soltanto gli equilibri interni al Campidoglio. Riguarda soprattutto il futuro della coalizione anche in Regione Lazio. Gualtieri punta al bis e attorno alla sua possibile ricandidatura dovrebbe prendere forma quel campo largo composto, nelle intenzioni, da Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e altre forze del centrosinistra. Ma tra una fotografia unitaria e un programma comune c’è di mezzo Roma e Il Lazio. E proprio le principali problematiche che attraversano Roma rischiano di diventare il terreno sul quale le differenze vengono fuori una dopo l’altra, in Campidoglio come alla Pisana.

Santa Palomba, la ferita aperta nella coalizione, in Campidoglio e alla Pisana

Il caso più evidente resta l’inceneritore di Santa Palomba. Gualtieri lo considera un’infrastruttura strategica, mentre settori del Movimento 5 Stelle e della Lista Raggi – a cominciare dal capigruppo M5S alla Pisana Adriano Zuccalà – continuano a contestare duramente il progetto e nell’area rosso-verde restano forti, fortissime, le opposizioni all’impianto. Pensare di costruire il futuro campo largo – a Roma e nel Lazio – senza affrontare questa frattura profonda e irrinunciabile significa soltanto rinviare il problema. Nel 2027, infatti, gli stessi partiti chiamati a sostenere il sindaco in vista del bis dovrebbero spiegare agli elettori come possano convivere posizioni così distanti su una delle opere simbolo della consiliatura. Stessa cosa per la Regione Lazio, anche se nel 2028.

Olimpiadi 2040, con M5S e Lista Raggi l’intesa resta lontanissima

Altro che prove di dialogo. Sul dossier delle Olimpiadi di Roma 2040 la distanza politica resta enorme. M5S e Lista Raggi hanno contribuito a rinviare più volte il voto in Aula sulla candidatura della Capitale, confermando quanto il tema resti esplosivo dentro il possibile campo largo. Un fossato politico che non può essere cancellato dalle improvvide dichiarazioni a mezzo stampa del consigliere Paolo Ferrara, che ha aperto alla possibilità dei Giochi senza però risolvere le contraddizioni di fondo. Tra Gualtieri e l’area grillina, almeno su questo fronte, l’intesa appare ancora lontanissima.

Urbanistica, la rigenerazione che divide la sinistra

Poi c’è l’urbanistica, forse il dossier politicamente più esplosivo. Le trasformazioni della città vengono presentate dal Campidoglio sotto la grande etichetta della rigenerazione urbana, ma attorno ai progetti, alle nuove volumetrie e agli strumenti urbanistici crescono polemiche e contrapposizioni. Per i critici, dietro alcune operazioni di “rigenerazione” rischia di nascondersi un modello di sviluppo molto più vicino al mattone che alla tutela del territorio. Ed è un terreno sul quale le diverse anime del possibile campo largo potrebbero trovarsi ancora una volta su fronti opposti.

Palestina, un’altra linea di frattura nel centrosinistra

A complicare ulteriormente il quadro c’è il fronte pro-Palestina. Le mobilitazioni e le richieste politiche rivolte al Campidoglio hanno portato il tema direttamente dentro il dibattito capitolino. È una questione particolarmente sensibile per una parte della sinistra, dei movimenti e dell’elettorato progressista, proprio quello che potrebbe risultare decisivo nella costruzione della coalizione del 2027. Anche su questo terreno Gualtieri è chiamato a tenere insieme sensibilità molto diverse, evitando che il campo largo si trasformi in una somma di veti incrociati.

Gualtieri cambia la Giunta, ma non le contraddizioni

È questo, in fondo, il vero problema del sindaco. Una sostituzione in Giunta si può risolvere rapidamente. Molto più difficile è trovare una sintesi politica tra forze che immaginano di presentarsi insieme alle elezioni ma che oggi, su alcuni dei dossier più importanti di Roma, parlano lingue diverse. Inceneritore, Olimpiadi 2040, urbanistica e Palestina sono quattro banchi di prova che rendono il Gualtieri bis tutt’altro che una passeggiata. Il sindaco può sistemare una casella della sua squadra. Resta da capire se riuscirà a sistemare il puzzle, molto più complicato, della coalizione che dovrebbe riportarlo in Campidoglio nel 2027.