Roma, Gualtieri paga 3,27 miliardi ad AMA dopo la sonora bocciatura dell’Antitrust: ma la pulizia delle strade resta un rebus


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La Giunta Gualtieri ha approvato un nuovo contratto di servizio da oltre 3,27 miliardi di euro con AMA, pochi mesi dopo i pesanti rilievi dell’Antitrust sulla qualità della pulizia delle strade di Roma e sui controlli esercitati dal Campidoglio. Il maxi affidamento, pubblicato il primo ottobre (che pubblichiamo in formato scaricabile alla fine di questo articolo), conferma la società comunale al centro della gestione dei rifiuti fino alla scadenza dell’incarico originario.

Ma resta una domanda: quali garanzie avranno i cittadini sul miglioramento del servizio?

Roma, il maxi affidamento AMA da 3,27 miliardi

La novità arriva dalla deliberazione numero 294 del 29 settembre 2026, con cui la Giunta Gualtieri ha approvato il nuovo contratto di servizio. Due giorni dopo, sul portale degli appalti di Roma, compare l’aggiudicazione definitiva ad AMA per 3.276.192.887 euro. Si tratta del valore complessivo di un contratto pluriennale, non di somme già pagate. L’accordo si inserisce nell’affidamento quindicennale disposto nel 2015, la cui scadenza è indicata negli atti commissariali al 25 settembre 2030.

L’Antitrust e quei risultati sotto gli obiettivi

A rendere delicata la decisione sono soprattutto i rilievi formulati dall’Antitrust il 19 maggio 2026. Esaminando i risultati del 2024, l’Autorità ha evidenziato che la qualità della pulizia delle strade raggiungeva il 76,8%, contro un obiettivo contrattuale del 92%. Sotto le soglie previste anche altri indicatori riguardanti cassonetti e cestini. Pur riconoscendo alcuni miglioramenti, l’Antitrust ha segnalato criticità significative. E nell’indagine del giugno 2025 i cittadini assegnavano alla pulizia stradale appena 4,9 punti su 10.
In particolare, il 19 maggio scorso l’Antitrust ha contestato alla Giunta Gualtieri la scarsa qualità della pulizia stradale, ferma al 76,8% rispetto all’obiettivo del 92%, e investimenti non sufficientemente orientati a migliorare lo spazzamento. Ha inoltre rilevato carenze nella trasparenza dei controlli, delle penali e dei risultati di AMA, a fronte dell’insoddisfazione dei cittadini. Infine, ha invitato il Campidoglio a valutare l’affidamento della pulizia di alcune zone anche a operatori diversi da AMA, introducendo maggiore concorrenza.

La possibilità di aprire lo spazzamento ad altri operatori

C’è poi un passaggio particolarmente significativo. L’Antitrust ha ricordato che già nel 2015 il Campidoglio aveva previsto, a determinate condizioni, una sperimentazione biennale dello spazzamento affidato a operatori esterni in alcune zone della città. Una possibilità che, secondo l’Autorità, non risultava essere stata concretamente utilizzata. Per questo l’Antitrust ha invitato Roma Capitale a valutare gare limitate ad alcune aree, mantenendo AMA nelle altre. Non un ordine di privatizzazione, dunque, ma una proposta per confrontare costi e qualità del servizio.

Il nodo delle penali e dei controlli su AMA

Le osservazioni dell’Antitrust non si fermano alla pulizia. L’Autorità ha segnalato anche informazioni insufficienti sugli investimenti effettivamente realizzati, sull’indicatore complessivo della qualità e sulle penali applicate ad AMA per gli obiettivi non raggiunti. Ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare gli incentivi legati ai risultati. Resta quindi da verificare quali correttivi siano stati inseriti nel nuovo contratto e quali iniziative il Campidoglio abbia comunicato all’Antitrust in risposta al parere di maggio.

Gualtieri conferma AMA, ora la prova dei fatti

La scelta della Giunta Gualtieri è chiara: proseguire con AMA attraverso un nuovo contratto pluriennale di valore miliardario, nell’ambito dell’affidamento pubblico già esistente. Una soluzione prevista dalla legge, che tuttavia non cancella le questioni sollevate dall’Antitrust. Per capire se siano stati rafforzati controlli, penali e obiettivi servirà esaminare il testo integrale dell’accordo e i relativi allegati. Intanto, dopo i rilievi dell’Autorità, la questione resta aperta: non basta stabilire quanto spendere per pulire Roma, bisogna poter verificare quanto la città diventi effettivamente più pulita.