Warning: Attempt to read property "post_content" on null in /home/7colli.it/htdocs/wp-content/plugins/custom-css-js/custom-css-js.php on line 204

Roma, il bando da 2,2 milioni per 170 impianti fotovoltaici riparte dopo lo stop dell’Anticorruzione: ma il Campidoglio inciampa ancora

Sullo sfondo il Campidoglio, in primo piano sindaco Gualtieri e assessore Segnalini (lavori Pubblici)

Contenuti dell'articolo

La maxi gara del Comune di Roma per sistemare e ammodernare 170 impianti fotovoltaici comunali (quindi pubblici) è ripartita dopo lo stop imposto dalla necessità di adeguarsi ai rilievi dell’ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione, ma anche la nuova e seconda procedura ha richiesto correzioni e chiarimenti in corsa da parte del Campidoglio. Dopo la chiusura delle offerte il 18 agosto, il portale ufficiale del Comune di Roma indica ora la gara da 2,16 milioni di euro nello stato di “proposta di aggiudicazione”.

La seconda gara e quel codice rimasto dal bando cancellato

Roma era ripartita il 16 luglio con una nuova procedura e regole modificate dopo il caso scoppiato di recente, che noi avevamo ricostruito. Ma nel nuovo disciplinare di gare è rimasto scritto il CIG BB4317C2DE, cioè proprio quello della gara annullata dall’Anticorruzione. A segnalarlo sono state le stesse imprese.

Il Campidoglio ha confermato che il codice corretto era invece BC6B67638A e il 4 agosto ha pubblicato una specifica “Precisazione CIG”. Un operatore aveva perfino effettuato il pagamento facendo riferimento al vecchio codice riportato negli atti e ha dovuto chiedere come procedere.

Non solo il CIG: altri chiarimenti prima delle offerte

Non è stato l’unico punto da precisare. Nel disciplinare compariva un contributo ANAC da 660 euro, mentre per le imprese il pagamento risultava di 165 euro: Roma ha confermato che quest’ultima era la cifra corretta. Un concorrente ha poi contestato l’ambiguità del requisito secondo cui il responsabile tecnico avrebbe dovuto avere una “presenza stabile” nell’organizzazione aziendale da almeno cinque anni. Gli uffici hanno chiarito che i cinque anni riguardano invece l’esperienza professionale nel fotovoltaico e non l’obbligo di lavorare da cinque anni per la stessa impresa.

Anche la piattaforma informatica SCADA richiesta per il monitoraggio aveva generato domande: negli atti non erano indicati né marca né produttore. Soltanto dopo un quesito di un’impresa Roma ha specificato che il sistema utilizzato è Movicon Next. Sono chiarimenti che non dimostrano l’illegittimità della nuova gara, ma raccontano una procedura che, dopo quanto accaduto alla prima, ha avuto ancora bisogno di essere puntualizzata mentre era già aperta.

La prima gara era stata azzerata dopo il parere ANAC

Per capire il peso della vicenda bisogna tornare al 24 giugno. Con la determinazione QN/1084/2026 Roma Capitale annullò in autotutela la prima procedura. L’ANAC, dopo il ricorso di un operatore economico, aveva rilevato vizi di legittimità nel disciplinare, giudicando alcuni requisiti non conformi ai principi di massima partecipazione, trasparenza e proporzionalità.

Il problema riguardava soprattutto le condizioni aggiuntive imposte alle imprese nonostante la qualificazione SOA: esperienze specifiche, ulteriori requisiti tecnici e certificazioni. Secondo l’Autorità, quelle condizioni rischiavano di restringere ingiustificatamente la concorrenza.

E quando il parere arrivò, era ormai troppo tardi per correggere semplicemente il disciplinare: le offerte erano già state aperte e la graduatoria provvisoria era stata formata. Roma stessa mise nero su bianco che mantenere in piedi la gara avrebbe comportato “rilevanti rischi di contenzioso”.

Una gara già arrivata alla graduatoria

Il primo procedimento era arrivato molto avanti. Nel verbale del 5 giugno compariva una graduatoria nella quale A29 Srl risultava al primo posto nella fase riportata dal documento. Non si arrivò però all’aggiudicazione: la successiva determina precisa che il RUP non aveva formulato la proposta motivata definitiva e che nessun contratto era stato stipulato. L’intera procedura, compresi verbali e graduatoria, venne quindi cancellata.

In ballo 170 impianti fotovoltaici di Roma

Non si tratta di un appalto marginale. Roma Capitale dichiara di avere circa 170 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva di circa 2 MWp. Sessanta sono affidati in concessione per la manutenzione, mentre altri 110 sono gestiti direttamente dal Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici. Molti, secondo gli stessi atti comunali, presentano problemi di obsolescenza degli inverter e dei quadri, degrado dei pannelli o sistemi di monitoraggio assenti o malfunzionanti.

Il piano complessivo dispone di 2,8 milioni di euro, finanziati attraverso indebitamento comunale nelle annualità 2025-2027. L’accordo quadro messo a gara vale invece fino a 2.162.633 euro oltre IVA e potrà durare 48 mesi, comprendendo manutenzioni, revamping, ammodernamenti e anche nuovi impianti.

Ora manca l’ultimo nome

La differenza rispetto a poche settimane fa è sostanziale: le offerte della seconda gara sono ormai state aperte e la procedura risulta in proposta di aggiudicazione. La nuova gara, dunque, non è ferma e non risulta oggi oggetto di una nuova censura ANAC.

Ma resta il paradosso documentale: dopo aver dovuto cancellare integralmente la prima procedura per vizi riconosciuti dall’Anticorruzione, Roma è ripartita e si è ritrovata a correggere il CIG ereditato dal vecchio disciplinare e a fornire ulteriori precisazioni alle imprese su alcuni passaggi degli atti.

Adesso manca un tassello decisivo: chi ha vinto la seconda corsa? Quando verranno pubblicati verbale e proposta nominativa di aggiudicazione sarà possibile confrontare la nuova graduatoria con quella cancellata a giugno. Ed è proprio quel confronto che potrà scrivere l’ultimo capitolo di una gara che, per arrivare al fotovoltaico, ha già dovuto ripartire una volta da zero.