Roma, il blitz della Lega ‘smuove’ il Campidoglio: Parco d’Affaccio sul Tevere ripulito in poche ore
Roma, il parco d’affaccio del Foro Italico, finito nel mirino della Lega per erba alta, arredi rovinati e attrezzi sportivi danneggiati, è stato sistemato dal Campidoglio nel giro di poche ore dall’intervento pubblico di denuncia. Il caso è semplice e politicamente pesante: un’area inaugurata appena un anno fa, costata circa due milioni di euro, è diventata l’ennesimo simbolo della manutenzione difficile del verde pubblico romano.
Il video che accende il caso
A far esplodere la vicenda è stato Daniele Giannini, esponente della Lega e consigliere municipale, che ha pubblicato sui social un video dal parco d’affaccio del Foro Italico. Le immagini mostravano un quadro poco edificante: erba cresciuta, pavimentazione segnata, roseto ridotto male e attrezzature sportive divelte. Non una periferia dimenticata, ma una delle vetrine verdi lungo il Tevere.
Un parco costato caro
Il punto è uno: non si parla di un giardinetto qualunque, ma di un intervento costato circa due milioni di euro, quasi un terzo delle risorse destinate da Roma ai parchi d’affaccio sul Tevere. Un investimento importante, presentato come tassello della rinascita del fiume, che a dodici mesi dall’inaugurazione appariva già segnato da incuria, vandalismi e manutenzione non all’altezza.
Il Comune corre ai ripari
Dopo il blitz social, il Dipartimento Ambiente di Roma Capitale è intervenuto sull’area. Martedì 23 giugno sono stati effettuati lavori sulla parte vegetazionale e gli attrezzi danneggiati sono stati riparati. Dal Campidoglio spiegano che gli interventi erano “già previsti nella programmazione”. Una precisazione doverosa, ma il tempismo resta politicamente eloquente: prima il video, poi gli operai.
La linea dell’assessorato
Dall’assessorato all’Ambiente fanno sapere che le attività sul verde rientravano nella manutenzione programmata. Sugli attrezzi sportivi, invece, arriva la spiegazione dei danneggiamenti: sarebbero spesso oggetto di atti vandalici. Una difesa che sposta il problema, ma non lo cancella. Perché la domanda resta: se un’opera pubblica nuova degrada così rapidamente, chi controlla davvero dopo il taglio del nastro?
La fotografia politica
Il parco d’affaccio del Foro Italico torna ora presentabile, con erba tagliata e arredi ripristinati. Ma il caso lascia una scia politica evidente. A Roma il problema non è soltanto inaugurare nuove opere, ma mantenerle vive il giorno dopo. E quando serve un video dell’opposizione per riaccendere i riflettori, il tema non è più solo il verde: è la capacità della Capitale di custodire ciò che ha appena realizzato.