Roma, il Campo Rom di Castel Romano non chiuderà a Halloween 2026: i costi schizzano a oltre 2,7 milioni in 2 anni
Il campo rom di Castel Romano non chiuderà la notte di Halloween, 31 ottobre 2026, data indicata ‘urbi et orbi’ dalla Giunta Gualtieri come quella per la chiusura del villaggio che entro quel termine avrebbe dovuto essere vuoto, chiuso e smantellato, con una spesa pubblica stimata a quasi 2,4 milioni di € pubblici.

Il piano abitativo di Zevi non basta
Le politiche abitative riconducibili all’assessore Andrea Tobia Zevi rappresentano uno degli strumenti necessari per accompagnare le famiglie fuori dal villaggio. Ma le case, da sole, non trasformano una previsione politica in una data certa. E le carte smentiscono l’idea di un villaggio in fase di dismissione.
Difatti, mentre gli annunci promettono il superamento, gli uffici continuano a organizzare e finanziare i servizi indispensabili alla permanenza dell’insediamento attivo sulla via Pontina, nel IX Municipio di Roma, a due passi da Pomezia e dai Castelli Romani.
Altri 100mila euro a settembre
La prova più recente della prosecuzione più che probabile delle attività del campo arriva dal portale degli appalti capitolino. L’8 settembre 2026 Roma ha pubblicato il secondo contratto applicativo per installazione, noleggio, conduzione, manutenzione ed eventuale smobilizzo del depuratore di Castel Romano. Valore: 100.700 euro.
La procedura, identificata dal CIG BCE8972DC4, segue un primo contratto applicativo, pubblicato il 24 marzo 2026, dello stesso valore. Lo stesso accordo quadro parla espressamente di venti mesi di conduzione.
Il depuratore supera quota 355mila euro
Il conto cresce sommando soltanto cinque contratti applicativi chiaramente individuabili sul portale capitolino: 48.901,98 euro nell’agosto 2024, altri 48.901,98 nel marzo 2025, 56.121,31 nell’agosto 2025 e due procedure da 100.700 euro nel 2026. Totale prudenziale, solo per il depuratore: 355.325,27 euro pubblici, ossia dei cittadini.
Nel calcolo non rientrano il valore complessivo degli accordi quadro, il progetto sociale da 2,4 milioni, le spese abitative e neppure gli ulteriori servizi collegati al villaggio. Non tutto può essere definito denaro già materialmente pagato: si tratta di valori di affidamenti e procedure pubbliche. Ma il segnale politico resta pesante.
Mentre la data della chiusura sfuma, la macchina della spesa continua a funzionare perfettamente.

Halloween senza miracoli
La contraddizione è ormai scritta negli atti: il Campidoglio racconta il superamento di Castel Romano al 31 ottobre 2026, ma continua a finanziare l’infrastruttura necessaria a mantenerlo operativo.
Il 31 ottobre potrebbe terminare un progetto, non necessariamente il campo.
E dopo oltre 355mila euro destinati al solo depuratore, ai romani manca ancora l’unica informazione essenziale: quando chiuderà davvero Castel Romano?
E per far proseguire il progetto di solidarietà, dal 1 novembre 2026 ai romani toccherà pagare altri soldi?
Speriamo che, presto, la Giunta Gualtieri ce lo spieghi.