Roma, il Palatino svela due tesori per un weekend: uno «stadio» che forse non era uno stadio
Roma, sabato 26 settembre il Palatino apre in via straordinaria lo Stadio Palatino e la Sala dei Capitelli, recentemente restaurata: due tappe che permetteranno ai visitatori di guardare più da vicino gli spazi della residenza imperiale. L’iniziativa fa parte delle Giornate Europee del Patrimonio e sarà ripetuta domenica 27 settembre. In entrambi i giorni l’accesso è previsto dalle 10.15 alle 17.45 per chi possiede un biglietto valido per la giornata di visita.
Uno «stadio» dal nome ingannevole
Il primo spazio riserva una sorpresa già nel nome. Lo Stadio Palatino, realizzato sotto l’imperatore Domiziano, ha la forma allungata di un impianto sportivo. Secondo il Parco archeologico del Colosseo, però, la sua funzione non è certa: potrebbe essere stato soprattutto un giardino e luogo di svago della famiglia e della corte imperiale, dove passeggiare tra aiuole e opere d’arte. Chiamarlo il teatro di gare antiche sarebbe quindi una conclusione affrettata.
La sala ritrovata
Accanto allo Stadio, l’altra protagonista è la Sala dei Capitelli. Il Parco ne segnala il recente restauro e la include nell’apertura straordinaria del fine settimana. È un’occasione per osservare un ambiente legato al complesso palatino, oltre ai grandi panorami e ai monumenti che attirano abitualmente i visitatori sul colle. La sala conserva nella volta una decorazione in stucco: un dettaglio che aiuta a immaginare quanto fossero curati anche gli spazi interni della residenza imperiale.
Come organizzare la visita
Per vedere i due spazi non è annunciato un biglietto aggiuntivo: il programma ufficiale indica l’accesso libero per i possessori di un titolo d’ingresso valido per quel giorno. La stessa apertura è prevista sia sabato sia domenica, sempre fino alle 17.45. Il motivo più interessante per andarci, però, va oltre l’eccezione del calendario: scoprire che perfino un luogo chiamato «Stadio» può raccontare una storia diversa da quella suggerita dal suo nome.