Emergenza casa a Roma, Gualtieri proroga tre centri «temporanei» per altri due anni: conto da 2,5 milioni


Contenuti dell'articolo

Roma mette a gara altri due anni di gestione per tre centri abitativi «temporanei» che avrebbe dovuto progressivamente superare dal 2013: è questo il nodo della nuova procedura da circa 1,8 milioni di euro, IVA esclusa, circa 2,5 milioni inclusa l’IVA. Le offerte per i centri di via Beniamino Segre, via di Fioranello e via Montecarotto scadono il 5 ottobre 2026; l’apertura è prevista il giorno successivo. Si tratta di tre lotti distinti, non di tre centri nuovi. Inseriamo il bando in formato scaricabile alla fine di questo articolo.

Due anni di portierato, gestione e manutenzione

La gara riguarda la gestione degli alloggi, il portierato, la vigilanza, l’assistenza agli ospiti, la manutenzione ordinaria e gli arredi. La base complessiva è di 1.793.274,40 euro per 24 mesi. Considerando anche le opzioni previste, fra cui una possibile proroga di sei mesi, il valore massimo stimato arriva a 2.584.384,80 euro, IVA esclusa. Sono cifre previste dagli atti di gara: l’appalto non è ancora aggiudicato e il costo effettivo dipenderà dall’esito della procedura.

La decisione di chiuderli risale alla Giunta Marino

Per capire il peso politico della gara bisogna tornare al 13 settembre 2013. Fu la Giunta di Ignazio Marino, con Daniele Ozzimo tra gli assessori presenti, a deliberare il superamento dei CAAT e il mancato rinnovo dei contratti in scadenza. I centri, dunque, non nascono con Gualtieri. Ma la loro chiusura, decisa allora e ripresa negli anni successivi, arriva ancora incompiuta alla sua amministrazione.

Il Piano Casa della Giunta è ancora più severo

Il passaggio più duro per il Campidoglio è scritto nel Piano Casa 2023-2026, approvato durante l’amministrazione Gualtieri. Il documento afferma che i CAAT ancora attivi comportano una spesa rilevante e non garantiscono agli ospiti condizioni socio-abitative accettabili né un adeguato rapporto tra costi e benefici. Il Comune a guida Gualtieri indicava come strada il trasferimento verso alloggi migliori e il sistema alternativo SASSAT. Tre anni dopo, la nuova gara serve ancora a tenere in funzione i vecchi centri.

Il conto non finisce alla gara

La relazione tecnica indica 80 alloggi in via Segre, 52 in via Montecarotto e 96 nel calcolo relativo a Fioranello. Ma gli 1,8 milioni non descrivono l’intero costo dell’accoglienza: gli atti distinguono la gestione dalla disponibilità degli immobili, mentre la pulizia delle aree comuni è affidata con una procedura separata. È qui che la parola temporaneo diventa una domanda politica: quanto costerà ancora aspettare una soluzione abitativa stabile per le famiglie?

Da Spin Time ai CAAT, la risposta resta provvisoria

Il confronto con Spin Time mostra un’altra emergenza che il Campidoglio sta affrontando con sistemazioni temporanee: dopo l’incendio del 29 luglio, Roma ha individuato soluzioni per i nuclei allontanati, mentre al 21 settembre non risultava definito un accordo per l’acquisto dell’edificio. Sono vicende diverse, ma chiamano in causa la stessa Giunta e, nelle rispettive competenze, gli assessori Tobia Zevi e Barbara Funari.

Per i tre CAAT, la domanda finale è semplice: quante famiglie saranno ricollocate, dove e quando? Senza un calendario verificabile, la gara rischia di accompagnare la promessa di chiusura fino al 2028, quindici anni dopo la delibera che la annunciò.