Roma, il Pigneto diventa una gigantesca cantina a cielo aperto: oltre 400 vini in degustazione


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Sabato 10 ottobre il Pigneto diventa una gigantesca cantina diffusa, con oltre 40 vignaioli naturali provenienti da Italia, Francia e Slovenia e più di 400 vini da assaggiare camminando tra enoteche, bar, ristoranti e botteghe del quartiere. È la nuova edizione di Quartiere Vino Pigneto, che per l’autunno sceglie la formula dell’“Ottobrata Romana”.

Il vino esce dalle cantine

L’idea è semplice ma efficace: niente padiglioni, niente saloni chiusi e niente percorso obbligato. I produttori si distribuiscono nei locali del Pigneto e il pubblico si muove liberamente da una tappa all’altra.

La degustazione vera e propria è prevista dalle 16 alle 21, mentre già da mezzogiorno Piazza Nuccitelli diventerà uno dei punti centrali della giornata, con ritiro dei pass, incontri e momenti di confronto con produttori ed esperti.

Oltre 40 vignaioli da tre Paesi

La lista provvisoria comprende produttori provenienti da numerose regioni italiane, dal Lazio alla Sicilia, passando per Piemonte, Toscana, Puglia, Campania, Veneto, Emilia-Romagna e Abruzzo.

A loro si aggiungono aziende di Francia e Slovenia, per una proposta che supera i confini italiani e porta nel cuore di Roma vini, territori e storie molto differenti tra loro. Il filo comune è quello del vino naturale e delle produzioni artigianali.

Più di 400 vini da provare

Uno dei numeri più forti dell’edizione 2026 riguarda proprio la quantità delle etichette: gli organizzatori annunciano oltre 400 vini in degustazione.

Il pass costa 20 euro, comprende il calice da degustazione, che resta al partecipante, e consente l’accesso ai tavoli di assaggio distribuiti nei locali aderenti. I punti di ritiro saranno in Piazza Nuccitelli e presso l’Enoteca SO2.

Il Pigneto diventa protagonista

Ma l’aspetto più curioso è forse proprio il quartiere. Per un pomeriggio non ci sarà un unico luogo dell’evento: sarà il Pigneto stesso a diventare la manifestazione.

Enoteche, ristoranti, bar, botteghe e atelier formeranno una sorta di percorso urbano costruito intorno al vino e alla socialità. Una formula che punta meno sulla fiera tradizionale e molto di più sull’idea di vivere il quartiere.

E così, per qualche ora, una delle zone più vivaci di Roma proverà davvero a trasformarsi in una cantina grande quanto un pezzo di città.