Roma, incendio della discarica abusiva sulla Laurentina, De Priamo (FdI): “Ora subito la bonifica, anche se complessa e costosa”
Il lungo incendio scoppiato sulla Laurentina ha portato alla luce una vasta presenza di rifiuti anche interrati e, una volta spenti i focolai, apre adesso il capitolo più difficile: capire cosa sia stato sepolto nell’area, accertare eventuali responsabilità e programmare un risanamento che potrebbe essere complesso e costoso. È questo il quadro che emerge dalle verifiche istituzionali e dall’intervento del senatore di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo.
Il rogo del 26 luglio e la scoperta sotto il terreno
L’incendio era divampato il 26 luglio nei pressi dell’incrocio tra via Laurentina e il Grande Raccordo Anulare, nel quadrante di Vallerano. Quello che inizialmente appariva come un incendio di vegetazione ha però fatto emergere una situazione molto più delicata. ARPA Lazio ha successivamente confermato ufficialmente la presenza nell’area di una notevole quantità di rifiuti, anche interrati.
Durante il sopralluogo della Commissione parlamentare Ecomafie del 6 agosto sono stati inoltre osservati rifiuti interrati e stratificati e una combustione sotterranea ancora in corso. L’area risultava sottoposta a sequestro e il presidente della Commissione, Jacopo Morrone, aveva indicato come priorità lo spegnimento, l’identificazione dei materiali e l’accertamento di eventuali illeciti.
Vigili del Fuoco al lavoro contro i focolai nascosti
La difficoltà maggiore è stata proprio raggiungere e soffocare i focolai rimasti sotto la superficie. Già il 6 agosto Roma Capitale riferiva che Vigili del Fuoco e Protezione civile stavano lavorando per eliminare fumarole e combustioni residue, prima di poter procedere alla caratterizzazione dei materiali presenti.
Secondo quanto dichiarato oggi da Andrea De Priamo, i Vigili del Fuoco sarebbero rimasti impegnati sul campo fino alla mattina di lunedì 17 agosto per arrivare al completo spegnimento dei focolai. Il senatore parla ora di una situazione che “appare sotto controllo”, sottolineando però la necessità di proseguire verifiche e monitoraggi.
ARPA e Asl, controlli dopo il fumo
Fin dalle prime fasi dell’emergenza ARPA Lazio ha installato campionatori per controllare la qualità dell’aria, ricercando in particolare diossine, idrocarburi policiclici aromatici e PCB. L’Agenzia ha spiegato di aver riattivato il monitoraggio quando, il 31 luglio, il fuoco aveva ripreso a bruciare; successivamente l’attività di controllo dell’aria è stata dichiarata conclusa.
La Asl Roma 2, in via precauzionale, aveva raccomandato agli abitanti di Vallerano, Castel di Leva, Spinaceto, Torrino e Fonte Laurentina di limitare l’esposizione ai prodotti della combustione e adottare particolari cautele per superfici esterne e prodotti coltivati nelle zone interessate.
La Commissione Ecomafie e l’inchiesta della Procura
Sul caso resta aperto anche il fronte giudiziario. Il sopralluogo della Commissione parlamentare Ecomafie, guidata da Jacopo Morrone e al quale ha partecipato lo stesso De Priamo, era stato autorizzato dalla Procura di Roma. L’obiettivo è ricostruire la natura dei materiali sepolti, verificare come siano arrivati nell’area e stabilire eventuali responsabilità nella gestione illecita dei rifiuti.
De Priamo ringrazia inoltre residenti e comitati di quartiere, che da tempo hanno sollevato il problema con segnalazioni ed esposti. Anche il Ministero dell’Ambiente è intervenuto chiedendo agli enti competenti informazioni sull’eventuale presenza di danno o minaccia di danno ambientale, senza tuttavia certificare che tale danno sia già stato accertato.
Spente le fiamme, adesso arriva la parte più difficile
Il fuoco, dunque, rappresenta soltanto il primo capitolo. Una volta definitivamente eliminati i focolai, bisognerà stabilire quantità e tipologia dei rifiuti presenti, condizioni del terreno e interventi necessari per mettere definitivamente in sicurezza l’area.
Ed è su questo punto che De Priamo lancia il nuovo allarme politico: il monitoraggio, sostiene, non deve interrompersi e occorre iniziare a programmare gli interventi di risanamento. Operazioni che, secondo il senatore di FdI, si annunciano “oltremodo complesse e costose”. Per la Laurentina il fumo può quindi essere vicino alla fine, ma la partita ambientale è appena cominciata.