Roma, la droga nascosta nei pali della luce: 7 arresti al Quarticciolo


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Al Quarticciolo la droga veniva nascosta persino dentro i pali della luce, tra le tubature, sotto la vegetazione e nelle aree di cantiere: una serie di interventi della Polizia di Stato si è conclusa con sette arresti. Cinque riguardano reati connessi agli stupefacenti, mentre altre due persone sono state arrestate per evasione. È il quadro ricostruito dalla Questura di Roma nelle operazioni rese note oggi, venerdì 4 settembre.

La droga dentro un palo della luce

Uno degli episodi più singolari è avvenuto in viale Palmiro Togliatti. Secondo la ricostruzione della Polizia, gli agenti hanno notato un ventenne entrare con atteggiamento sospetto in un’area di cantiere e raggiungere un palo della luce. Da un incavo del condotto avrebbe prelevato dello stupefacente, consegnandolo poco dopo a un’altra persona. I controlli hanno portato al recupero di circa 100 dosi tra cocaina e crack e di circa 300 euro in contanti.

Dosi nascoste sotto le foglie

Sempre lungo viale Palmiro Togliatti, un altro giovane è stato fermato durante quella che gli investigatori descrivono come una cessione rapida. Alla vista degli agenti avrebbe tentato di liberarsi degli involucri nascondendoli sotto alcune foglie accumulate sul marciapiede. La Polizia ha recuperato alcune dosi di crack e circa 200 euro in contanti, suddivisi in banconote di diverso taglio.

Vedette e segnali in codice

Il sistema, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, non si sarebbe limitato ai semplici nascondigli. In via Cerignola sarebbero entrate in gioco anche vedette incaricate di segnalare la presenza delle forze dell’ordine attraverso segnali in codice. In questo contesto sono state arrestate altre due persone. Parte dello stupefacente era stata occultata dentro una confezione di tè alla pesca, mentre altre dosi erano state nascoste vicino alle tubature dell’acqua.

Una rete di nascondigli dentro il quartiere

È proprio questo l’aspetto che emerge con maggiore forza dall’operazione: lo spazio urbano trasformato in deposito temporaneo. Pali, vegetazione, tubi e cantieri avrebbero consentito di tenere le dosi lontane dalla disponibilità immediata dei presunti spacciatori, recuperandole soltanto nel momento della consegna. Una modalità pensata, secondo l’ipotesi investigativa, per rendere più difficile attribuire direttamente la droga a chi effettuava le cessioni.

Gli altri due arresti per evasione

Il bilancio complessivo arriva a sette arresti grazie ad altri due interventi condotti dal V Distretto Prenestino e dal III Distretto San Basilio. Un romano di 47 anni e un tunisino di 19 sono stati trovati, secondo la Polizia, fuori dalle abitazioni nelle quali avrebbero dovuto rimanere sottoposti alla misura restrittiva. Entrambi sono gravemente indiziati del reato di evasione.

Il filo che lega gli interventi resta però quello dello spaccio: un sistema che, secondo gli investigatori, provava a confondersi con la normalità del quartiere, trasformando oggetti quotidiani in piccoli depositi invisibili. Persino un palo della luce poteva diventare il punto da cui prelevare una dose pochi secondi prima della vendita.

Gli arresti relativi ai fatti descritti sono stati convalidati dall’Autorità giudiziaria. Le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.