Roma, la Palestina agita il Campo Cargo, sinistra contro la Giunta Gualtieri: “Difende gli interessi di Israele”

Proteste pro Palestina sotto al campidoglio

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La battaglia sui rapporti tra Roma e Israele rischia di trasformarsi in un’altra crepa politica sulla strada del futuro campo largo che dovrebbe sostenere un eventuale Gualtieri bis, perché la contestazione alla linea del Campidoglio incrocia anche esponenti e sensibilità riconducibili al Movimento 5 Stelle e ad AVS. La delibera popolare promossa dal Comitato “Roma sa da che parte stare” chiede formalmente l’interruzione delle collaborazioni di Roma Capitale e delle sue partecipate con enti israeliani ed è stata costituita il 23 gennaio 2026. La campagna ha raccolto oltre 15mila firme.

Il Comitato boccia la mossa della maggioranza

A riaccendere lo scontro è il durissimo comunicato diffuso il 14 luglio dal Comitato, che punta il dito contro la mozione numero 189 presentata, secondo quanto riferito dagli stessi promotori, da esponenti della maggioranza capitolina: dal PD a Roma Futura, passando per Sinistra Civica Ecologista, Lista Civica Gualtieri, Demos ed Europa Verde.

Per il Comitato quella mozione non rappresenterebbe una risposta sufficiente alle richieste avanzate attraverso la delibera popolare. L’accusa politica è netta: tante dichiarazioni sulla tragedia di Gaza, ma nessuna rottura concreta dei rapporti economici contestati dagli attivisti. Una lettura durissima, naturalmente attribuibile ai promotori della campagna, che chiedono ora che sia la loro proposta ad arrivare direttamente nell’Aula Giulio Cesare.

Da Teva ad Acea, i dossier messi sul tavolo

Nel mirino del Comitato finiscono diversi dossier: la presenza dei prodotti Teva nelle farmacie comunali, i rapporti tra Acea e Mekorot, il progetto degli ex Mercati Generali e la vicenda di Palazzo Sant’Ambrogio. Su ciascuno di questi capitoli i promotori avanzano contestazioni e accuse che richiederebbero verifiche specifiche e contraddittorio, ma politicamente il messaggio è uno solo: il Campidoglio, secondo il Comitato, non starebbe traducendo le dichiarazioni sulla Palestina in decisioni economiche conseguenti.

La richiesta finale è quindi il voto palese sulla delibera d’iniziativa popolare, mettendo ogni consigliere capitolino davanti a una scelta politica personale.

Ma la crepa arriva fino al futuro campo largo

Ed è qui che la vicenda diventa più delicata per Gualtieri. Perché questo fronte non può essere liquidato semplicemente come una protesta esterna alla sinistra romana. Alla campagna e alle iniziative organizzate intorno alla delibera hanno dato sostegno o partecipato esponenti del Movimento 5 Stelle e di AVS. Linda Meleo, capogruppo capitolina del M5S, ha pubblicamente incontrato il Comitato e sostenuto la necessità di portare la proposta nell’Assemblea Capitolina. In un dibattito organizzato a giugno sulla stessa campagna erano presenti, tra gli altri, la stessa Meleo e Gianluca Peciola di AVS.

Non significa che M5S e AVS siano formalmente dietro il comunicato del Comitato. Significa però che una parte del mondo politico con cui il PD dovrà inevitabilmente confrontarsi per costruire un eventuale campo largo romano condivide, o quantomeno intercetta, quella mobilitazione.

Un altro nodo sulla strada del Gualtieri bis

La fotografia politica, dunque, è più ampia della sola questione palestinese. Oggi la maggioranza di Gualtieri comprende gruppi che vanno dal PD alla Lista Civica Gualtieri, da Roma Futura a Sinistra Civica Ecologista, Demos ed Europa Verde; il Movimento 5 Stelle resta invece all’opposizione in Campidoglio.

Ma guardando alle prossime elezioni, il problema è proprio questo: mettere insieme l’attuale centrosinistra e i Cinque Stelle significa trovare una sintesi su temi che già oggi dividono profondamente pezzi dello stesso mondo progressista.

Dopo urbanistica, inceneritore e altre battaglie cittadine, ora anche la Palestina rischia così di trasformarsi in un nuovo terreno di scontro. E mentre il Comitato chiede che la delibera firmata da migliaia di romani venga discussa e votata senza scorciatoie, per Gualtieri si apre un’altra partita politica: tenere unito domani un campo che, ancora prima di nascere, continua a mostrare tutte le sue differenze.