Roma, la Sapienza si trasforma in un grande teatro gratis: cinque giorni di spettacoli e incontri


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Per cinque giorni la Sapienza smette di essere soltanto università e diventa un grande palcoscenico aperto alla città, con spettacoli dal vivo, incontri, laboratori e momenti di confronto tutti concentrati tra il Nuovo Teatro Ateneo e gli spazi della Città universitaria. Dal 5 al 9 ottobre torna infatti il Festival della Sapienza, quest’anno dedicato al tema “Dare corpo alla dignità”, con ingresso gratuito agli spettacoli fino a esaurimento posti.

Cinque giorni fuori dalle aule

Il festival entra nel cuore del campus e prova a rompere il confine tra università e città. Non si tratta di una rassegna riservata agli studenti: il programma è pensato per coinvolgere anche il pubblico esterno, con appuntamenti che affrontano temi sociali e civili attraverso linguaggi diversi. Teatro, dialogo e partecipazione diventano così il filo conduttore di una settimana che porta sul palco questioni molto concrete.

Dalla guerra alle disuguaglianze

I temi scelti non sono leggeri. Si parla di invecchiamento e malattie neurodegenerative, ambiente, violenza, carcere, migrazioni, guerre, disuguaglianze economiche e sociali, inclusione delle persone fragili e ruolo delle nuove generazioni. L’idea è trasformare questi argomenti in spettacolo e confronto, evitando la formula della semplice conferenza. Il titolo “Dare corpo alla dignità” sintetizza proprio questo tentativo: rendere visibili problemi che spesso restano astratti.

Spettacoli gratis, ma serve prenotare

Il dato più pratico è semplice: tutti gli spettacoli sono a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti, ma è richiesta la prenotazione. I workshop, invece, hanno posti limitati e richiedono un’iscrizione specifica. Il festival parte oggi, 5 ottobre, con attività già dal pomeriggio e con appuntamenti serali al Nuovo Teatro Ateneo e negli spazi collegati.

La Sapienza prova a diventare piazza

Il punto più interessante è forse questo: per cinque giorni la Città universitaria si apre come una piazza culturale vera e propria. Non soltanto studenti, docenti e ricercatori, ma cittadini, spettatori e curiosi possono entrare e assistere gratuitamente agli eventi. È una trasformazione simbolica ma concreta: il campus diventa spazio pubblico, il teatro esce dal teatro e l’università prova a raccontare il presente con strumenti diversi da quelli delle lezioni tradizionali.