Roma, la sosta «intelligente» torna in Campidoglio, Mussolini (FI) chiede all’Aula lo “Stop ai nuovi sensori di Gualtieri”


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La sosta intelligente di Roma torna al centro dello scontro politico: nell’agenda dell’Assemblea capitolina del 29 settembre ricompare la mozione con cui Rachele Mussolini chiede al sindaco Roberto Gualtieri e alla Giunta di valutare la sospensione e la revisione di SOSPAS, il sistema di sensori installati negli stalli. È una richiesta dell’opposizione, non uno stop già deciso. Intanto il progetto va avanti sulle strade della Capitale.

Che cosa controllano i sensori

SOSPAS rileva se un posto auto è libero o occupato e invia l’informazione a una piattaforma centrale. Il piano prevede oltre 7.500 sensori, soprattutto negli ambiti con sosta a pagamento, e dispone di un finanziamento di 8 milioni di euro. Secondo l’aggiornamento diffuso da Roma Servizi per la Mobilità il 2 agosto, ne erano stati installati quasi 2.000. Il completamento della rete è previsto nella prima metà del 2027.

La contestazione di Mussolini

Per la capogruppo capitolina di Forza Italia il punto è la scelta delle priorità. I sensori possono misurare l’occupazione degli stalli, osserva Mussolini, ma non aggiungono un solo parcheggio a quelli esistenti. La consigliera teme anche che il sistema favorisca nuovi controlli e sanzioni senza risolvere le difficoltà quotidiane di chi cerca posto. Ha sollevato inoltre dubbi sull’affidabilità delle rilevazioni e sui futuri costi di manutenzione: sono critiche politiche, che il confronto in Aula potrà mettere alla prova.

La risposta del Campidoglio

L’amministrazione attribuisce al progetto un obiettivo diverso dalla costruzione di nuovi parcheggi: conoscere meglio come vengono usati gli stalli, contrastare le occupazioni irregolari e aiutare gli automobilisti a individuare i posti liberi. L’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè sostiene che questi dati possano rendere più efficaci la gestione della sosta e i controlli. Il sistema, però, da solo non aumenta il numero degli spazi disponibili: è su questa distanza tra gestione digitale e bisogno di posti che Mussolini concentra l’attacco.

La prova dell’Aula Giulio Cesare

La mozione 154/2026 era già comparsa tra gli atti dell’Assemblea nei mesi scorsi. Ora torna nell’ordine dei lavori, mentre le installazioni sono in corso. Il passaggio politico sarà capire se l’Aula discuterà e voterà la richiesta di sospendere e rivedere SOSPAS. Fino ad allora, il progetto resta operativo e la posizione di Mussolini resta una proposta da sottoporre ai consiglieri, non una decisione del Campidoglio.