Roma, l’allarme dei costruttori post sbornia PNRR: “Senza un Piano Casa la Capitale resta senza investimenti e futuro”
Roma ha vissuto per anni dentro una stagione eccezionale: PNRR, Giubileo 2025, cantieri, opere pubbliche, fondi straordinari. Ma ora arriva la domanda più scomoda: che cosa succede quando questa spinta finirà? A porla, senza troppi giri di parole, è ANCE Roma–ACER, l’associazione dei costruttori romani, che rilancia il tema della casa e degli investimenti come vera emergenza della Capitale.
Il dopo sbornia dei fondi
Roma, secondo i costruttori, non può pensare di reggersi all’infinito sulla coda del PNRR e del Giubileo. Quei soldi hanno acceso cantieri spesso ancora in corso, aperto dossier, mosso appalti. Ma sono fondi straordinari, non una strategia permanente. Se il Campidoglio non costruirà una visione stabile, il rischio è di passare dalla città dei cantieri alla città delle occasioni mancate.
Il nodo casa esplode
Il dato più pesante riguarda l’emergenza abitativa, sempre secondo i costruttori romani. A Roma servirebbero oltre 90mila nuove abitazioni nei prossimi dieci anni per rispondere alla fascia grigia: famiglie, giovani e lavoratori che non riescono ad accedere alle case popolari, ma nemmeno a permettersi affitti e prezzi del mercato privato. È la zona più fragile della città reale, quella che lavora ma resta schiacciata.
Non bastano gli annunci
Per i costruttori serve un Piano Casa vero, capace di mettere insieme pubblico e privato, regole più rapide, incentivi e programmazione. Non un elenco di slogan, ma una macchina concreta per produrre abitazioni accessibili, rigenerare pezzi di città e attirare nuovi investimenti. Senza questo salto, Roma rischia di restare impantanata tra burocrazia, emergenza abitativa e cantieri senza futuro.
Il Campidoglio davanti al bivio
La questione, alla fine, è politica. Roma vuole essere una capitale europea o continuare a vivere di fiammate temporanee? Questa la domanda dei costruttori al Campidoglio. Il dopo Giubileo può diventare una nuova fase di sviluppo, oppure il momento in cui la città scopre di non avere più carburante. Casa, infrastrutture e investimenti sono la prova del nove. E stavolta non basterà tagliare nastri.
Una Capitale senza futuro?
L’allarme dei costruttori mette il Campidoglio davanti a una responsabilità precisa: trasformare la stagione dei fondi straordinari in una strategia duratura. Perché una città senza case accessibili perde giovani, lavoratori e pezzi di futuro. E una Capitale senza investimenti – per i rappresentanti del mondo edile – rischia di tornare ferma proprio quando dovrebbe correre più veloce.