Roma, lavori infiniti per il Giubileo a Termini, un altro mese di cantiere: il nuovo pavimento che sembra già “bombardato”


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Un altro mese di cantiere nel cuore di Roma: non in una strada secondaria, non in una periferia dimenticata, ma attorno la stazione Termini, la più importante della Capitale. Con una determina del 15 giugno (che inseriamo in formato scaricabile alla fine di questo articolo), la Polizia Locale ha prorogato fino al 31 luglio la disciplina provvisoria del traffico su viale Enrico De Nicola, tra largo di Villa Peretti e via Marsala. Motivo: consentire ad ANAS di proseguire gli interventi sulla pavimentazione del marciapiede, dentro il più ampio cantiere di riqualificazione di piazza dei Cinquecento.

La denuncia di Giannini pesa

La notizia arriva mentre è ancora calda la video-denuncia del consigliere capitolino di centrodestra Daniele Giannini, che proprio nell’area di Termini aveva mostrato immagini impietose: mattonelle instabili, pavimentazione sconnessa, lastre che sembrano muoversi sotto i piedi. Una scena ribattezzata con sarcasmo “Scuola Surf Gualtieri”. Battuta graffiante, certo. Ma dietro l’ironia resta il punto politico: com’è possibile che un’opera appena realizzata, o comunque appena consegnata in parte alla città, appaia già così fragile?

Il paradosso della nuova pavimentazione

La nuova proroga rende il quadro ancora più imbarazzante per il Campidoglio. Da una parte si lavora ancora sulla pavimentazione. Dall’altra, l’opposizione denuncia che alcuni tratti già sistemati mostrerebbero cedimenti, avvallamenti e problemi evidenti. È il corto circuito perfetto della stagione dei cantieri romani: si promette decoro, si annuncia la rinascita urbana, si tagliano nastri reali o simbolici. Poi, a guardare bene sotto i piedi, la città sembra già chiedere manutenzione.

Pedoni deviati e carreggiata ristretta

La proroga non è solo una formalità burocratica. Fino al 31 luglio sono previsti il divieto di transito pedonale sul marciapiede interessato dai lavori, la creazione di un passaggio protetto sulla carreggiata e il restringimento della strada sul lato destro. Tradotto: pedoni costretti a cambiare percorso, auto e bus con meno spazio, ulteriori disagi in uno degli snodi più trafficati d’Italia. Termini, invece di essere la vetrina della Capitale, continua a sembrare una città provvisoria.

Il nodo politico: chi controlla?

La domanda, ormai, non è più solo tecnica. Non basta dire che i lavori sono in corso, che il cantiere è complesso, che l’area è delicata. Tutto vero. Ma il punto è un altro: chi controlla la qualità delle opere? Chi verifica che ciò che viene posato oggi non debba essere corretto domani? E soprattutto: possibile che nel cuore di Roma, davanti a milioni di turisti e pendolari, la Capitale del Giubileo debba offrire questa immagine di precarietà infinita?

Il Giubileo finito, i cantieri no

Solo in seconda battuta, ma il tema pesa come un macigno: i cantieri del Giubileo sono ancora lì. In corso, prorogati, corretti, rattoppati. Nel centro nevralgico di Roma. Piazza dei Cinquecento doveva essere il biglietto da visita della città rinnovata. Rischia invece di diventare il simbolo di una stagione amministrativa fatta di annunci, ritardi e lavori che non convincono. La giunta Gualtieri parla di trasformazione. A Termini, però, molti cittadini vedono soprattutto transenne, deviazioni e pavimentazioni che sembrano già stanche prima ancora di cominciare davvero a vivere.