Roma, le manca il respiro in culla: morta al Gemelli neonata dopo malore in casa
Ha smesso di respirare nel suo lettino. Pochi minuti, decisivi. Poi la corsa contro il tempo, i tentativi di rianimazione, il ricovero d’urgenza. Ma non è bastato. È morta all’alba al Policlinico Gemelli di Roma la neonata di tre mesi soccorsa ieri nella sua abitazione alla Balduina dopo un soffocamento ancora senza spiegazione.
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Il malore in casa e la corsa in ospedale: bimba morta stamattina alle 6
L’allarme è scattato quando i genitori si sono accorti che la bambina non respirava più. Era nel suo lettino. Quando sono intervenuti, la piccola era già cianotica. Immediata la chiamata al 118. Dall’altra parte del telefono, i sanitari hanno attivato una videochiamata d’emergenza, guidando i genitori nelle manovre di primo soccorso. Un filo diretto che ha permesso di intervenire subito, in attesa dell’arrivo dei mezzi. Quando l’ambulanza e l’auto medica sono arrivate, la neonata era in condizioni disperate.
I soccorritori sono riusciti a rianimarla e a intubarla prima del trasferimento al Gemelli, dove è stata ricoverata in terapia intensiva in codice rosso. Il cuore aveva ripreso a battere, ma i danni erano già gravi. Il tempo trascorso senza ossigeno ha compromesso in modo pesante le funzioni vitali. Nella notte il quadro clinico è peggiorato e alle prime ore del mattino, intorno alle 6, il cuore della piccola ha smesso di battere.
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Fatali arresto cardiaco e ipossia prolungata
La morte sarebbe stata causata dalle conseguenze di un arresto cardiaco associato a una grave ipossia cerebrale. In altre parole, il cervello è rimasto troppo a lungo senza ossigeno. Un tempo che, in casi come questo, fa la differenza tra la vita e la morte. Ora resta da chiarire cosa abbia provocato il soffocamento. La bambina stava dormendo quando ha iniziato ad avere difficoltà respiratorie. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un rigurgito nel sonno, ma al momento non ci sono certezze. Saranno gli accertamenti a stabilire cosa sia accaduto nelle ore precedenti al malore.
Il tentativo dei genitori, guidati dai medici a distanza, ha rappresentato l’unica possibilità in una situazione già compromessa. Quelle manovre hanno consentito di guadagnare minuti preziosi, fino all’arrivo dei soccorsi. Ma non è bastato. E questa mattina alle 6 le speranze dei genitori si sono arrese, insieme al cuore della neonata.
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