Roma, l’ex sede del PCI diventa un hotel di lusso: l’ufficio di Berlinguer vale 600 euro a notte, mentre 14 circoli PD sono sotto sfratto


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A Roma, la storica sede del Partito Comunista Italiano è diventata un hotel di lusso dove si può dormire persino nell’ex ufficio di Enrico Berlinguer, mentre 14 circoli del PD romano hanno ricevuto intimazioni di sfratto per morosità. Il contrasto è sorprendente: nel palazzo di via delle Botteghe Oscure, un tempo cuore della sinistra italiana, oggi soggiornano turisti disposti a spendere centinaia di euro per una notte.

L’ufficio di Berlinguer diventa la camera 207

Il nuovo Thompson Rome, inaugurato il 27 ottobre, occupa gli 8mila metri quadrati del celebre Bottegone. L’albergo, appartenente al marchio statunitense Hyatt, dispone di 69 camere e suite, con tariffe indicative attorno ai 500-600 euro a notte, variabili secondo la sistemazione. La camera 207 corrisponde all’ex ufficio di Berlinguer, con il balcone dal quale il leader comunista salutava i militanti. Dove si decidevano le strategie politiche, oggi si prenotano soggiorni esclusivi.

Da Togliatti ai cocktail sul terrazzo

Il palazzo acquistato nel dopoguerra per ospitare il PCI è stato completamente trasformato. Gli antichi uffici sono diventati eleganti camere, mentre la sala delle riunioni della direzione ospita oggi un ristorante. Non tutto, però, è scomparso. Restano alcune testimonianze storiche, tra cui opere di Giò Pomodoro e un busto di Antonio Gramsci. Ai simboli del comunismo si affiancano arredi di design, bar raffinati e una terrazza panoramica sulla Capitale.

Il museo della sinistra che non è mai nato

La trasformazione dell’edificio, venduto molti anni fa, ha riacceso il dibattito sulla memoria politica italiana. Il deputato democratico Gianni Cuperlo avrebbe preferito vedere realizzato un grande museo dedicato alla storia della sinistra. Il progetto non ha preso forma e il mercato immobiliare ha seguito un’altra strada. Il risultato è un albergo esclusivo nel luogo che per decenni aveva rappresentato uno dei principali centri del comunismo europeo.

Intanto 14 circoli PD rischiano lo sfratto

Il paradosso diventa ancora più evidente guardando alla situazione del Partito Democratico romano.L ‘Ater ha notificato intimazioni di sfratto relative a 14 sedi per circa 70mila euro di rate non versate, nell’ambito di un piano di rientro sottoscritto nel 2024. Il tesoriere romano Nicola Passanisi ha parlato di problemi nella ricezione dei bollettini e annunciato una proposta di rateizzazione per saldare il debito.

Il contrasto tra la storia e il presente

Alcuni iscritti dei circoli coinvolti sosterrebbero di aver regolarmente versato quanto dovuto, mentre i contratti contestati dall’Ater risultano intestati alla Federazione romana del PD. Gli sfratti non sono ancora stati eseguiti e resta da verificare l’esito della trattativa. Le due vicende non hanno un collegamento economico diretto, ma restituiscono un’immagine singolare: la vecchia casa del PCI diventa un albergo per clienti facoltosi, mentre una parte delle sedi del suo lontano erede politico rischia di perdere il proprio tetto.