Roma, Liceo Plauto, la nuova succursale diventa realtà: 15 aule e 400 studenti coinvolti
Il liceo Plauto di Roma avrà finalmente una nuova succursale. Il plesso di via Renzini 48 sarà messo a disposizione di circa 400 studenti, con 15 nuove aule destinate ad alleggerire la pressione sulla scuola e a migliorare la vita quotidiana di ragazzi, docenti e famiglie.
Il comunicato di Linda Meleo e Carla Canale
A esultare sono Linda Meleo, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio, e Carla Canale, capogruppo della Lista Civica Virginia Raggi nel Municipio IX. Le due esponenti ricordano che il sito era stato individuato nel 2018, durante la Giunta Raggi, come possibile succursale del liceo. Da lì è partita la procedura prevista dalla legge per il trasferimento alla Città Metropolitana.
Il passaggio con Gualtieri
La partita, però, si è chiusa nella nuova consiliatura guidata da Roberto Gualtieri. L’interesse all’acquisizione da parte della Città Metropolitana, formalizzato nel febbraio 2021, si è poi tradotto nello stanziamento dei fondi necessari alla riqualificazione dei locali. Una staffetta amministrativa che oggi il M5S rivendica come percorso avviato in passato e portato finalmente a compimento.
Quindici aule per il Plauto
Il risultato pratico è semplice: 15 nuove aule e spazi in più per un istituto considerato da anni un punto di riferimento del Municipio IX. Il Plauto viene descritto dalle rappresentanti del M5S e della Lista Civica Raggi come una scuola capace di unire metodo critico, offerta formativa e rapporto con il territorio, anche grazie alla collaborazione con realtà universitarie come La Sapienza e Roma Tre.
Una vittoria per studenti e famiglie
Al netto delle bandierine politiche, la sostanza resta tutta scolastica: centinaia di studenti potranno contare su ambienti più adeguati e su una struttura pensata per accompagnare meglio il percorso formativo. “Non possiamo che essere estremamente soddisfatte”, dichiarano Meleo e Canale. Per il Plauto è una boccata d’ossigeno attesa da tempo. Per la politica romana, l’ennesima prova che sulla scuola contano i fatti, non solo gli annunci.
