Roma, maxi platano crolla a Prati, Santori (Lega) attacca Gualtieri: «Poteva essere una strage»
Un grande platano è crollato nel cuore della notte a Prati e ora la Lega chiede al Campidoglio di spiegare quali controlli siano stati effettuati sull’albero e se i cantieri presenti nella zona possano averne danneggiato le radici. Il cedimento, secondo quanto comunicato dal capogruppo leghista in Assemblea Capitolina Fabrizio Santori, sarebbe avvenuto intorno alle quattro tra viale Giulio Cesare e via Otranto.
Il crollo alle quattro del mattino
Il grande albero si è abbattuto in una delle zone più frequentate della Capitale, a poca distanza da abitazioni, negozi e ingressi della metropolitana. L’orario notturno ha ridotto la presenza di pedoni e automobilisti, ma per Santori quanto accaduto rappresenta comunque un segnale d’allarme. «Poteva essere una strage», afferma il consigliere, sottolineando la pericolosità potenziale di un cedimento avvenuto in pieno contesto urbano.
Le radici e i cantieri sotto osservazione
Le immagini successive al crollo mostrano il tronco riverso sulla strada e l’apparato radicale rimasto esposto. Questo elemento, da solo, non consente però di stabilire perché il platano sia caduto. Santori chiede quindi di verificare se gli interventi realizzati nella zona abbiano interessato le radici e quali accertamenti siano stati eseguiti prima del cedimento. Per individuare la causa serviranno verifiche tecniche e documenti ufficiali.
L’attacco alla gestione del verde
Il caso diventa così un nuovo terreno di scontro sulla manutenzione degli alberi di Roma. Santori richiama oltre 40mila abbattimenti e 100 milioni di euro stanziati per il verde, cifre presentate dalla Lega per contestare i risultati della Giunta Gualtieri. Nel comunicato, tuttavia, i numeri non sono accompagnati da un periodo di riferimento o da un dettaglio contabile: vanno quindi riportati come parte dell’accusa politica del consigliere.
«Fermare la politica delle motoseghe»
Secondo il capogruppo leghista, Roma avrebbe bisogno di maggiore prevenzione, controlli puntuali sui cantieri e una cura più attenta delle alberature. Santori chiede inoltre di interrompere quella che definisce la «politica delle motoseghe», sostenendo che mentre numerosi alberi vengono rimossi continuano a verificarsi cedimenti improvvisi. L’accusa è netta, ma la verifica sul singolo platano dovrà passare attraverso perizie e atti amministrativi.
La richiesta degli atti al Campidoglio
La battaglia ora si sposta negli uffici capitolini. Santori annuncia una richiesta di accesso agli atti sui lavori effettuati nell’area e sui controlli eseguiti sull’albero. Dalle carte dovrà emergere se il platano fosse monitorato, se presentasse criticità già conosciute e se i cantieri abbiano rispettato le necessarie cautele. Dopo il fragore del crollo, al Campidoglio vengono chieste risposte precise: date, sopralluoghi, valutazioni tecniche ed eventuali responsabilità.