Roma, Metro strapiena a Termini: il Campidoglio ‘blinda’ il centro tra ZTL e Zone 30, ma lascia i cittadini ammassati sui treni


Roma, alla stazione Termini la banchina della Metro è strapiena. Le foto mostrano passeggeri accalcati in attesa dei treni, che arrivano tra l’altro già carichi in entrambe le direzioni di marcia. È la fotografia di un disagio quotidiano: per chi rientra dal lavoro o attraversa la città, viaggiare sui mezzi pubblici significa troppo spesso affrontare calca, attese e vagoni sovraffollati, soprattutto nelle ore di punta.

Roma chiude le auto, ma l’alternativa non basta

Il paradosso è evidente. Mentre la metropolitana resta sotto pressione, Roma aumenta le restrizioni alla mobilità privata: Zona 30 nel centro storico, ZTL sempre più controllata, nuovi varchi elettronici anche in uscita. Dal 1° luglio, inoltre, anche molte auto elettriche dovranno pagare un permesso per accedere alle ZTL. Misure pensate per ridurre il traffico, ma che chiedono ai cittadini alternative pubbliche realmente efficienti.

Sulla Metro A il potenziamento resta debole

Eppure proprio sulla Metro A il rafforzamento del servizio appare ancora insufficiente. Nei programmi ATAC non emerge l’arrivo immediato di nuovi convogli per la linea arancione, ma soltanto il trasferimento progressivo di cinque treni dalla Metro B tra il 2026 e il 2027. Le restrizioni, dunque, avanzano subito. Il miglioramento dei mezzi, invece, resta parziale e rinviato nel tempo.

Una Capitale non può viaggiare così

Ridurre traffico e smog è necessario. Ma non si può spingere Roma fuori dall’auto lasciando migliaia di persone stipate su banchine e vagoni. La scena di Termini racconta una città che impone nuovi limiti senza avere ancora costruito un’alternativa adeguata. Più treni e frequenze affidabili dovrebbero venire prima di nuovi divieti: così, oggi, il servizio resta indegno della Capitale d’Italia.