Roma, Netflix riaccende il Cinema Europa: ma ai piani superiori l’occupazione continua


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Roma, il Cinema Europa di Porta Pia starebbe per rinascere grazie all’intervento di Netflix, mentre ai piani superiori dello stesso edificio resta aperto il nodo di un’occupazione abitativa che si trascina da quasi vent’anni.

La notizia è stata pubblicata nel gruppo Facebook “Via Veneto e Rione Ludovisi”, dove l’annuncio della possibile riapertura è accompagnato da una domanda destinata a riaccendere il dibattito: come potranno convivere il nuovo progetto culturale e la situazione irrisolta del resto dell’immobile?

L’annuncio dopo l’incontro con Netflix

Secondo quanto riferito nel post, il 7 settembre il ministro della Cultura Alessandro Giuli avrebbe incontrato Ted Sarandos, co-amministratore delegato di Netflix. Dal confronto sarebbe arrivata la conferma del coinvolgimento della piattaforma nel recupero del Cinema Europa, chiuso dal 2020.

L’operazione prevederebbe il restauro della sala e un contratto di sponsorizzazione da circa 4 milioni di euro. La gestione verrebbe poi affidata al Centro Sperimentale di Cinematografia, con l’obiettivo di trasformare lo storico cinema in uno spazio dedicato ai giovani, alla formazione e alla cultura cinematografica. Dettagli e tempi dell’operazione attendono, tuttavia, una formalizzazione pubblica completa.

Una sala legata alla storia del cinema

La posizione del Cinema Europa rende il progetto ancora più simbolico. Proprio davanti a Porta Pia, il 20 settembre 1905, venne proiettato “La presa di Roma” di Filoteo Alberini, considerato uno dei punti di partenza del cinema italiano. Una memoria che oggi potrebbe tornare a vivere attraverso una sala restaurata e aperta alle nuove generazioni.

Netflix, dunque, non riporterebbe in vita soltanto uno schermo spento, ma contribuirebbe a recuperare un pezzo dell’identità culturale di Roma. Una prospettiva positiva, soprattutto in una città dove molte sale storiche hanno abbassato definitivamente le serrande o attendono da anni una nuova destinazione.

Sopra il cinema resta l’occupazione

Il racconto cambia, però, salendo ai piani superiori. Come ricordato nel gruppo “Via Veneto e Rione Ludovisi”, lo stabile, indicato come proprietà dell’INPS ed ex INPDAP, risulta occupato abusivamente da lungo tempo. Nel 2025 il caso era stato portato anche all’attenzione della Prefettura, dopo una mozione che chiedeva lo sgombero dell’edificio.

Si tratta di una situazione delicata, nella quale devono essere tenute insieme legalità, sicurezza ed eventuali fragilità sociali. Nessuna soluzione può prescindere dal coordinamento tra proprietà, Prefettura, autorità giudiziaria, Roma Capitale e servizi competenti.

Il paradosso nel cuore di Roma

È qui che la riapertura annunciata del Cinema Europa assume un significato che va oltre il grande schermo. Al piano terra un colosso internazionale sarebbe pronto a investire milioni per restituire alla città un luogo storico; sopra la sala, invece, le istituzioni devono ancora sciogliere un problema che attraversa amministrazioni e governi.

La rinascita del cinema rappresenterebbe una bellissima notizia per Roma. Ma rischierebbe anche di illuminare, con maggiore forza, ciò che per anni è rimasto nell’ombra. Prima dell’apertura serviranno risposte chiare sulla sicurezza dell’intero edificio, sulla convivenza tra le diverse realtà e sul destino degli spazi occupati. Perché il Cinema Europa possa davvero rinascere, non basterà riaccendere il proiettore: occorrerà affrontare anche tutto ciò che accade sopra la sala.