Roma, no all’ampliamento di Villa Borghese: anche il Municipio II (filo PD) si mette contro la Giunta Gualtieri
Roma, il no all’ampliamento della Galleria Borghese dentro Villa Borghese non è più solo una battaglia di comitati, associazioni e e opposizioni: ora anche il Municipio II, cuore politico e amministrativo a guida PD del territorio, mette un argine alla linea del Campidoglio guidato da Roberto Gualtieri. La questione è semplice: mentre l’iter per creare nuovi spazi museali è già partito, dal territorio arriva un messaggio netto. Villa Borghese non può diventare terreno di nuove cubature.
Gli atti raccontano un’altra storia
La base documentale c’è ed è pesante. La Galleria Borghese ha avviato una procedura di sponsorizzazione tecnica per arrivare a un progetto di fattibilità. Al centro c’è l’ipotesi di un nuovo edificio in uno spazio vicino al museo, con l’obiettivo dichiarato di accogliere più visitatori, ampliare l’offerta espositiva e ricavare nuove aree di servizio, tecniche, didattiche e per conferenze. Non una voce, dunque, ma un percorso scritto negli atti.
Proger e il concorso
La sponsorizzazione è stata aggiudicata a Proger Spa, società che si è offerta di sostenere i costi del percorso progettuale. L’importo indicato negli atti è di oltre 875mila euro, comprensivo di project management, progetto di fattibilità tecnico-economica e premi per il concorso. Il punto, però, resta tutto aperto: il concorso può produrre idee, ma non cancella i vincoli né sostituisce i pareri necessari.
La memoria del Campidoglio
Roma, dal canto suo, ha provato a blindarsi sostenendo che la Giunta ha approvato solo una memoria ricognitiva, quindi un documento preliminare e non vincolante. Tradotto: nessun permesso a costruire, nessun via libera definitivo, nessuna autorizzazione già concessa. Ma politicamente il segnale resta: il Campidoglio ha deciso di seguire da vicino l’iniziativa, rivendicando un ruolo nel procedimento.
Il Municipio cambia passo
È qui che entra in scena il Municipio II. La proposta sulla tutela di Villa Borghese e della Galleria Borghese è arrivata in Consiglio dopo giorni di tensioni interne alla maggioranza. Il testo preparatorio già chiedeva di esprimere dissenso verso l’iter avviato dal Polo Museale, di sollecitare verifiche rigorose sui vincoli e di valutare soluzioni alternative per rispondere alle esigenze del museo senza compromettere la Villa.
Il nodo politico per Gualtieri
La grana per Gualtieri è evidente. Il Campidoglio prova a muoversi con prudenza formale, ma il Municipio amministrato dalla stessa area politica manda un messaggio diverso: prima di parlare di nuovi volumi, si guardi al patrimonio esistente. È una frattura più politica che tecnica. Perché se anche il territorio governato dal centrosinistra alza la mano, il progetto smette di essere una semplice pratica culturale e diventa un caso amministrativo.
Le alternative sul tavolo
Tra le ipotesi richiamate negli atti compare anche il Villino Pincherle, indicato dalle associazioni come possibile alternativa per dare più spazio alle esigenze della Galleria. È il cuore della controproposta: non negare il problema degli spazi museali, ma rifiutare che la soluzione passi automaticamente da un nuovo edificio dentro o accanto a uno dei parchi storici più delicati di Roma. Una linea semplice, comprensibile, politicamente forte.
Una partita tutt’altro che chiusa
Ad oggi non risulta un progetto esecutivo, né un’autorizzazione urbanistica o paesaggistica definitiva. Ma proprio per questo la battaglia si gioca ora, prima che le carte diventino cantiere. Il Municipio II prova a mettere un paletto preventivo: Villa Borghese va tutelata prima, non dopo. E per la Giunta Gualtieri si apre un nuovo fronte: spiegare ai romani come si possa ampliare un museo senza dare l’impressione di sacrificare un pezzo simbolico della città.
https://www.7colli.it/villa-borghese-e-di-roma-e-dei-romani-non-della-giunta-gualtieri-italia-nostra-chiede-lo-stop-del-bando-per-lampliamento-220147/