Roma, nuovi reperti nel cantiere di Largo Capponi: la Lega attacca Gualtieri e Patanè, “Fermatevi”

ROma, le foto di Santori

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Il parcheggio interrato di Largo Amerigo Capponi, nel cuore di Borgo, torna a incendiare lo scontro politico in Campidoglio. La Lega chiede al sindaco Roberto Gualtieri e all’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè di fermarsi davanti ai nuovi reperti archeologici emersi durante gli scavi preliminari. Per Fabrizio Santori e Luigi Servilio non si tratta più soltanto di una battaglia urbanistica: sotto quell’area, sostengono, potrebbe esserci un patrimonio storico da proteggere.

Il nodo dei box privati

Al centro della polemica c’è il progetto di un parcheggio interrato da circa 140 box pertinenziali privati. Una soluzione che, secondo i due esponenti della Lega, non risolverebbe il problema della sosta dei residenti e rischierebbe invece di togliere posti auto pubblici a chi vive nel quartiere. Il punto politico è chiaro: mentre Borgo soffre da anni la pressione del traffico e della sosta, l’opera finirebbe per creare spazi destinati soltanto a chi può permettersi box dal valore molto elevato.

Reperti sotto Largo Capponi

La contestazione si è riaccesa dopo quanto riferito dal Comitato dei residenti. Durante gli scavi sarebbero emersi nuovi reperti archeologici, tra cui mura e frammenti marmorei, poi coperti e ora al vaglio degli archeologi della Soprintendenza. Per Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, e Servilio, capogruppo leghista nel Municipio Roma I Centro, questo elemento dovrebbe imporre massima prudenza all’amministrazione capitolina.

Borgo non è un terreno qualunque

La Lega insiste su un punto: Largo Capponi non sarebbe un semplice spazio urbano da scavare, ma un’area delicatissima, inserita nel cuore di un contesto storico e monumentale di valore assoluto. La vicinanza a luoghi simbolo della Capitale e la cornice UNESCO rendono, secondo gli oppositori, ancora più pesante la responsabilità politica del Campidoglio. La domanda è semplice: vale la pena spingere avanti un parcheggio privato se sotto il terreno continuano ad affiorare tracce della storia di Roma?

L’attacco a Gualtieri e Patanè

“Gualtieri e Patanè stanno andando avanti a testa bassa”, denunciano Santori e Servilio, accusando il Campidoglio di ostinarsi su un’opera giudicata inutile per la collettività e vantaggiosa solo per pochi. Il messaggio politico è netto: prima di compromettere un patrimonio unico, il Comune dovrebbe fermare la corsa, valutare fino in fondo ciò che sta emergendo dagli scavi e ascoltare residenti, comitati e istituzioni locali.

La richiesta: fermare il progetto

Per la Lega, la scoperta di nuovi reperti non può essere trattata come un incidente di percorso. Al contrario, dovrebbe diventare il punto di svolta. La richiesta al sindaco è quella di sospendere ogni accelerazione e aprire una riflessione seria sull’impatto dell’opera. Perché a Largo Capponi, sostengono Santori e Servilio, non è in gioco soltanto un parcheggio: è in gioco il rapporto tra Roma, la sua storia e il modo in cui la città decide di governare il proprio futuro.