Roma paga 553mila € di bollette agli occupanti dell’ex Colonia di Ostia: FdI inchioda il Campidoglio e Gualtieri
Roma avrebbe pagato per anni le utenze dell’ex Colonia Vittorio Emanuele III di Ostia, immobile occupato e da tempo al centro delle polemiche, trasformando un problema di degrado urbano in un caso politico che ora piomba direttamente sulla scrivania del sindaco Roberto Gualtieri. La cifra contestata è pesante: 553.895 euro, al netto dell’Iva, per luce, gas e acqua dal 2020 ai primi mesi del 2026.
L’ex Colonia simbolo del caos
L’edificio non è un immobile qualunque. L’ex Colonia Vittorio Emanuele III è uno dei luoghi storici del litorale romano, un pezzo di Ostia che avrebbe potuto raccontare cultura, servizi, mare e patrimonio pubblico. Invece torna nelle cronache per il motivo peggiore: non un progetto di rilancio, non un recupero urbano, ma il conto delle utenze pagate con soldi pubblici mentre una parte dello stabile resta occupata.
Il dossier di Fratelli d’Italia
A sollevare il caso è Fratelli d’Italia, dopo un accesso agli atti della consigliera capitolina Mariacristina Masi. Dai documenti emergerebbe una spesa progressiva: 69.169 euro nel 2020, 82.515 nel 2021, 122.481 nel 2022, 90.428 nel 2023, 70.425 nel 2024, 81.864 nel 2025 e già 37.011 euro nei primi mesi del 2026. Una sequenza che, politicamente, pesa come un atto d’accusa contro anni di inerzia amministrativa.
Gualtieri nel mirino
Il punto non è solo contabile. Il punto è politico. Mentre famiglie, commercianti e cittadini fanno i conti con bollette sempre più care, l’opposizione accusa il Campidoglio di aver continuato a sostenere costi per un immobile occupato anziché chiudere la partita. La senatrice Cinzia Pellegrino parla di soldi sottratti ai servizi e chiede una svolta immediata: stop alle utenze pagate dal Comune, sgombero e piano serio di riqualificazione.
Ostia chiede risposte
Ora la palla passa al Campidoglio. Perché l’ex Colonia di Ostia non può restare sospesa tra memoria, degrado e spesa pubblica. Se il Comune paga, i cittadini hanno diritto di sapere perché. Se l’immobile è strategico, va recuperato. Se è occupato, va affrontato il nodo politico e amministrativo. La vicenda mette Gualtieri davanti a una domanda semplice: Roma Capitale vuole restituire questo patrimonio alla città o continuare a pagare il conto del rinvio?