Lazio e Reggina, Lotito raddoppia, ma la FIGC e la multiproprietà possono diventare il suo vero avversario: ecco perché

In primo piano, Claudio Lotito, sullo sfondo le bandiere della SS Lazio e della Reggina

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Mentre una parte consistente del popolo laziale gli chiede da mesi di mollare la Lazio, Claudio Lotito risponde nel modo più ‘lotitiano’ possibile: non molla, anzi raddoppia, comprando anche la Reggina. La cessione del club amaranto è stata ufficializzata il 26 giugno scorso: la società calabrese è passata nelle mani del gruppo del presidente della Lazio.

Il colpo che può diventare trappola

Oggi la Reggina è in Serie D, quindi il caso può essere ancora gestito. Ma se Lotito dovesse centrare davvero l’obiettivo più ambizioso promesso ai tifosi reggini, cioè riportare subito il club in serie C tra i professionisti, il dossier cambierebbe colore. Le NOIF (Norme Organizzative Interne Federali della FIGC) vietano il controllo, diretto o indiretto, di più società professionistiche da parte dello stesso soggetto. Se la Reggina quindi dovesse salire dai dilettanti ai professionisti, Lotito dovrebbe rivendere subito la società prima di depositare in federazione la domanda di ammissione in serie C.

Reggio sogna, ma i nodi sono già sul tavolo

L’operazione Reggina di Lotito, dunque, nasce come doppia promessa di rilancio, ma porta con sé un paradosso: più la Reggina dovesse correre, più Lotito dovrebbe decidere subito di rimettere la società (appena acquistata) sul mercato. E non è l’unico problema. A Reggio Calabria si attende ancora la presentazione pubblica – da parte di Lotito – del nuovo corso della reggina. Con tanto di organigramma, progetto tecnico e, soprattutto, prime mosse sul mercato. Mentre, intanto, restano a dir poco aperte anche le questioni dello stadio Granillo e del centro sportivo Sant’Agata, descritto dalla stampa calabrese come bisognose di interventi “importanti di ristrutturazione”.

La Lazio contesta, lui guarda altrove

Il contrasto è plastico. Da una parte la tifoseria biancoceleste ha trasformato la protesta contro Lotito in una mobilitazione clamorosa, tra stadio svuotato prima e durante il derby con la Roma, petizioni, raccolte firme e manifesti. Dall’altra Lotito che non arretra, ma anzi allarga il suo perimetro calcistico ma rischia di promettere il rilancio della Reggina che non potrà mai davvero realizzare.

Tra l’altro: mentre Lotito si prende la Reggina, il progetto del nuovo stadio della Lazio al Flaminio procede in Campidoglio tra ostacoli pesanti, con la Soprintendenza che ha chiesto chiarimenti sulla pensilina Nervi e lo stop al secondo anello, riducendo i posti disponibili da 50mila a circa soli 20mila. Insomma, Lotito raddoppia le squadre di sua proprietà , ma non ha ancora blindato nemmeno la nuova casa biancoceleste e non si sa se e quando ristrutturerà i centri sportivi della reggina.

Il caso diventa politico

Lotito – questo va spiegato per bene – non è ‘soltanto’ il presidente della Lazio: ma è anche un senatore di Forza Italia. Tanto è vero che la contestazione dei tifosi biancocelesti è arrivata a colpire anche il simbolo del partito. La contestazione contro la gestione della Lazio da parte di Lotito non è restata chiusa quindi tra curve, bilanci e mercato.

A Roma e provincia, nei mesi scorsi, sono comparsi migliaia di manifesti contro Forza Italia, con il simbolo del partito sbarrato e il messaggio “Finché c’è Lotito non avrete il nostro voto”.

La protesta, dunque, è diventata immagine pubblica, consenso, fastidio politico. Un cortocircuito che il centrodestra romano conosce bene e che Forza Italia non può liquidare troppo facilmente.

Il senatore eletto lontano da Roma

C’è poi un ulteriore ‘dettaglio’ che racconta molto. Lotito, romano, nato a Roma e cresciuto politicamente e sportivamente nel cuore della Capitale, non è stato eletto senatore nella sua città, ma in Molise, nel collegio uninominale di Campobasso, dove nel 2022 corse per il centrodestra in quota Forza Italia. La scheda del Senato indica chiaramente: nato a Roma, regione di elezione Molise.

Il vero avversario non è in campo

Forse è solo una coincidenza politica. O forse no. Di certo il rapporto tra Lotito e una parte consistente del popolo laziale non è mai stato idilliaco e oggi appare ai minimi termini. Per questo l’acquisto della Reggina non sembra solo un’operazione calcistica: sembra una sfida. Ai tifosi, alla piazza, alla stessa politica e persino alle regole federali. Lotito raddoppia. Ma stavolta il vero avversario potrebbe non avere una maglia: potrebbe chiamarsi FIGC.