Roma, parcheggi disabili nel caos: Mussolini (FI) chiede lo stop al sistema SOSPAS
Il sistema SOSPAS finisce nel mirino di Forza Italia perché, secondo Rachele Mussolini, spendere milioni di euro per controllare gli stalli senza aumentare concretamente i posti disponibili non risolve l’emergenza della sosta, soprattutto per le persone con disabilità.
La mozione arriva in Aula Giulio Cesare
La presidente del gruppo capitolino di Forza Italia ha presentato la mozione numero 154 del 2026, inserita nell’ordine dei lavori dell’Assemblea Capitolina convocata dal 14 al 16 luglio. L’atto chiede al sindaco Roberto Gualtieri e alla Giunta la «sospensione e revisione» del sistema di monitoraggio degli stalli denominato SOSPAS. Non è ancora uno stop definitivo: la richiesta deve essere discussa e votata dall’Aula.
Otto milioni per la sosta intelligente
SOSPAS, acronimo di Smart on-street parking system, è finanziato con 8 milioni di euro provenienti dal programma nazionale Metro Plus. Il progetto punta a installare sensori capaci di rilevare in tempo reale se un posto auto è libero oppure occupato e di trasmettere i dati a una piattaforma centrale.
La fase operativa annunciata da Roma Servizi per la Mobilità prevede 7.514 sensori nei Municipi I e II, dove si concentra gran parte della sosta tariffata della Capitale.
Il nodo dei parcheggi per disabili
Mussolini contesta soprattutto la scelta delle priorità. La consigliera ha presentato SOSPAS come un sistema destinato a monitorare anche stalli riservati e posti utilizzati dalle persone con disabilità, sostenendo che la tecnologia non aggiungerà nemmeno un parcheggio alla dotazione esistente.
I documenti ufficiali relativi alla prima applicazione, tuttavia, parlano principalmente di strisce blu e aree per il carico e lo scarico delle merci. Il punto politico resta quindi chiaro: controllare meglio gli spazi esistenti può contrastare gli abusi, ma non sostituisce la necessità di creare e adeguare nuovi stalli accessibili.
Sensori contro nuovi posti
La critica di Forza Italia è semplice e immediata: Roma avrebbe bisogno prima di tutto di parcheggi realmente disponibili, segnaletica leggibile e controlli contro chi occupa abusivamente gli spazi riservati. I sensori possono fotografare il problema, ma da soli non lo risolvono.
Nello stesso ordine dei lavori compare infatti anche una diversa mozione per il potenziamento e l’adeguamento degli stalli generici destinati alle persone con disabilità. Un segnale che il tema della quantità e della qualità dei posti resta separato dal progetto tecnologico.
La difesa del Campidoglio
La Giunta Gualtieri sostiene invece che conoscere in tempo reale l’occupazione degli stalli permetterà di ridurre il traffico provocato dagli automobilisti in cerca di parcheggio e di rendere più efficaci gli interventi della Polizia locale. L’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè ha presentato SOSPAS come uno strumento per programmare la mobilità in maniera più intelligente e flessibile.
La battaglia, dunque, non è soltanto tra tecnologia e vecchi sistemi. È uno scontro sulle priorità: per il Campidoglio vengono prima controllo e gestione digitale; per Mussolini, senza nuovi posti e maggiore tutela delle persone con disabilità, la rivoluzione smart rischia di restare soltanto una costosa mappa dei problemi.
