Roma, parcheggio privato sotterraneo, a rischio 6 alberi secolari e palazzi storici: Italia Nostra chiede a Gualtieri lo “Stop”
A Roma, il parcheggio interrato di largo Americo Capponi, autorizzato da Roberto Gualtieri con i poteri speciali del Giubileo nonostante la contrarietà del Municipio I, finisce nuovamente nella bufera. Italia Nostra Roma chiede al Campidoglio di fermare il progetto da 140 posti auto privati nel cuore dello storico rione Borgo, all’interno del sito Unesco. A preoccupare sono soprattutto il destino degli alberi e i possibili rischi per gli edifici circostanti.
Gualtieri va avanti, il Municipio dice no
Il progetto ha ricevuto il via libera con l’ordinanza commissariale numero 48 del 1° settembre 2025, firmata dal sindaco Gualtieri. Un provvedimento che ha consentito anche l’inserimento dell’opera nel Piano urbano parcheggi.
Il 20 novembre 2025, però, il Municipio I ha approvato all’unanimità una risoluzione contraria all’intervento. La convenzione con il privato era già stata stipulata. Una frattura politica evidente tra Campidoglio e territorio, sulla quale Italia Nostra torna adesso a chiedere risposte.
Sei alberi a rischio nel cuore di Borgo
Il prezzo ambientale dell’operazione, secondo l’associazione, potrebbe essere pesantissimo. Per realizzare il parcheggio dovrebbero essere abbattuti cinque lecci ultracentenari e un pino, descritti come alberi in buona salute.
Un piccolo patrimonio verde che garantisce ombra e sollievo dal caldo in una zona densamente costruita. Italia Nostra denuncia inoltre il rischio di trasformare la piazza in uno spazio dominato dalle rampe di accesso alle automobili, alterandone profondamente l’aspetto storico.
Scavi profondi e timori per i palazzi
Ma la questione non riguarda soltanto gli alberi. L’associazione segnala possibili conseguenze sulla stabilità degli edifici circostanti, alcuni dei quali risalenti a diversi secoli fa.
Sotto la piazza, secondo Italia Nostra, passerebbero tre falde acquifere. Il progetto prevederebbe inoltre 120 palificazioni profonde 18 metri. Scavi e vibrazioni potrebbero dunque rappresentare un rischio, ancora da accertare, per le costruzioni e per l’equilibrio idrogeologico. Preoccupazioni riguardano anche i resti delle antiche Mura Leonine.
Il Giubileo è finito, perché non fermare tutto?
Ed è qui che la polemica investe direttamente Gualtieri. Italia Nostra contesta l’utilizzo dei poteri commissariali per un parcheggio privato, affidato a una società con un capitale versato di 10mila euro.
Secondo l’associazione, al 27 ottobre i lavori non risultano iniziati e le indagini archeologiche sono ancora in corso. Per questo chiede al Campidoglio di valutare la revoca dell’intervento.
La domanda politica resta inevitabile: perché insistere su un’opera contestata dai residenti e bocciata all’unanimità dal Municipio, sacrificando potenzialmente alberi e identità storica per 140 posti auto privati?