Roma, per il 69% dei romani i “Servizi sono fermi”, per il 15% “peggiorati”: sul banco degli imputati Trasporti e Rifiuti
Roma, solo il 14% dei romani ritiene che i servizi pubblici siano migliorati negli ultimi due anni, mentre il 69% li considera sostanzialmente fermi e il 15% li vede addirittura peggiorati: numeri che adesso compaiono nero su bianco nella Relazione sulla Performance 2025 appena approvata in Campidoglio dalla Giunta Gualtieri. Non è un nuovo sondaggio di agosto, ma la novità politica sta proprio qui: dati raccolti nel 2025 sono entrati nel documento con cui Roma certifica i risultati della propria macchina amministrativa.

Il dato che finisce nel bilancio della Giunta
La Relazione sulla Performance 2025 è stata approvata dalla Giunta Capitolina con la deliberazione n. 190 del 18 giugno 2026, e pubblicata nella sezione Amministrazione Trasparente a inizio luglio. Il documento serve proprio a rendicontare risultati, obiettivi e qualità dell’azione amministrativa.
Ed è a pagina 138, nel capitolo dedicato alla qualità dei servizi, che compare la frase politicamente più pesante: “Per il 69% degli intervistati la qualità dei servizi pubblici è rimasta stazionaria; solo il 14% vede un miglioramento, mentre il 15% denuncia un peggioramento”. Inseriamo l’intero documento in formato scaricabile alla fine di questo articolo.
I numeri risalgono a giugno 2025
L’origine del dato va però spiegata bene. I numeri vengono dalla XVIII Indagine ACoS sulla qualità della vita e dei servizi pubblici locali a Roma, effettuata nel giugno 2025 con metodologia CATI/CAWI su un campione di 5.760 residenti dai 15 anni in su, distribuito e ponderato per rendere rappresentativi Roma e i singoli Municipi.
Agli intervistati non veniva semplicemente chiesto se fossero soddisfatti. La domanda riguardava come fossero cambiati alcuni aspetti della vita cittadina negli ultimi due anni. Ed è qui che emerge il 69%-14%-15%. L’indagine precisa inoltre che, tra quanti percepiscono un cambiamento, per la maggior parte dei servizi sono ancora più numerosi quelli che vedono un peggioramento rispetto a quelli che vedono progressi.
A settembre il Campidoglio raccontava soprattutto l’altra faccia
L’indagine venne presentata pubblicamente al CNEL il 30 settembre 2025. Quel giorno il sito di Roma mise però in primo piano soprattutto i numeri favorevoli: 87,5% di cittadini complessivamente soddisfatti, qualità della vita a 6,7 e giudizi generalmente sufficienti sui servizi. Gualtieri parlò di una Capitale che stava andando nella «direzione giusta».
Il 69% di cittadini che non vedeva miglioramenti nei servizi non veniva invece evidenziato nella comunicazione istituzionale pubblicata quel giorno. Oggi quel dato ricompare, senza bisogno di interpretazioni dell’opposizione, dentro la relazione ufficiale sulla performance dell’amministrazione.
Attenzione: non è una bocciatura dell’86%
Una distinzione è indispensabile. Il dato non significa che l’86% dei romani sia insoddisfatto dei servizi. Soddisfazione e percezione del miglioramento sono due domande diverse. La stessa indagine registra infatti voti sufficienti per 17 servizi su 19. E, tra gli utenti abituali, una soddisfazione media dell’80%, pur in calo di 1,5 punti rispetto all’anno precedente.
Il problema politico è un altro: dopo anni di cantieri, PNRR, Giubileo e annunci sulla “trasformazione” della Capitale, quasi sette romani su dieci dichiaravano di non percepire un miglioramento dei servizi rispetto a due anni prima.
Pulizia e trasporti restano il conto aperto
E andando più in profondità il quadro diventa meno rassicurante. La Relazione indica igiene urbana e trasporto pubblico di superficie tra le priorità assolute d’intervento. La pulizia delle strade rimane in cima alle urgenze della Capitale, mentre nel 2025 aumenta anche l’esigenza di migliorare l’efficacia del trasporto pubblico di superficie.
La fotografia, quindi, è più complessa della propaganda dei promossi e dei bocciati. Roma ottiene voti medi sostanzialmente pari al passato, ma quando ai cittadini viene chiesto se abbiano davvero visto cambiare i servizi, la risposta prevalente è molto più fredda: sono rimasti fermi.
E stavolta a metterlo nero su bianco non è un partito d’opposizione. È la Relazione sulla Performance approvata dalla Giunta Gualtieri.