Roma piena di turisti, ma i taxi calano: ad agosto il Campidoglio mette a riposo il 25% dell’organico
Roma resta piena di turisti nel cuore della città, i fedeli continuano a gravitare intorno al Vaticano e i primi romani stanno già rientrando dalle ferie, ma proprio nel pieno di agosto il piano del Campidoglio prevede una riduzione del 25% dell’organico taxi. È il paradosso che emerge dalla turnazione ufficiale approvata da Roma Capitale: mentre cresce la domanda potenziale nei luoghi più frequentati della Capitale, migliaia di licenze vengono mandate a rotazione in riposo.
Oggi oltre 2.200 licenze nella fascia di riposo
Non è una stima né una protesta delle associazioni di categoria. È scritto nella Determinazione dirigenziale QG/2926/2025, quella che regola i turni taxi dal 10 gennaio 2026 al 15 gennaio 2027.
Per la settimana dal 15 al 21 agosto il documento stabilisce espressamente una “riduzione organico al 25%”. Nel periodo C vengono collocate a riposo le licenze ordinarie comprese tra 4.327 e 6.488, alle quali si aggiungono le licenze MU dalla 101 alla 150: complessivamente circa 2.212 licenze ricadono nella fascia di riduzione prevista in questi giorni. Dal 22 agosto toccherà invece al quarto gruppo.
Questo non significa che in ogni singolo momento della giornata circoli matematicamente il 25% di taxi in meno: esistono turni differenti, flessibilità, doppie guide ed esenzioni. Ma significa una cosa molto semplice: per tutto agosto Roma Capitale ha programmato una rotazione che manda a riposo, settimana dopo settimana, un quarto dell’organico.
Roma semideserta? Non certo nel cuore turistico
Il ragionamento tradizionale è facile da intuire: ad agosto molti romani partono, la città si svuota e anche la domanda di taxi dovrebbe diminuire.
Solo che la Roma del 2026 è più complicata.
Il 17 agosto, RaiNews descriveva una Capitale ancora semideserta sul fronte dei residenti, con circa 1,2 milioni di romani partiti per Ferragosto. Ma nello stesso servizio venivano stimate nel centro della città circa 1,7 milioni di presenze turistiche nel periodo, secondo i dati riportati da Fiepet-Confcommercio e Confesercenti. Una Roma vuota nei quartieri, dunque, ma tutt’altro che vuota nelle zone dove un taxi serve maggiormente.
Ed è proprio qui che il meccanismo rischia di incepparsi: Termini, centro storico, Colosseo, Vaticano e collegamenti aeroportuali non vanno in ferie insieme ai residenti.
Turisti e fedeli non seguono il calendario delle ferie romane
Agosto resta inoltre uno dei mesi centrali della stagione turistica. Colosseo e Pantheon hanno perfino allungato gli orari serali per tutto il mese, proprio con l’obiettivo dichiarato di gestire meglio i visitatori e distribuire i flussi nelle ore meno calde.
A questo si aggiunge la componente religiosa. Il calendario pontificio continua anche ad agosto: ieri, 19 agosto, si è tenuta l’Udienza generale, mentre un’altra è prevista il 26. San Pietro e il Vaticano restano quindi punti naturali di concentrazione di fedeli, gruppi e pellegrini, anche dopo la conclusione dell’Anno Santo.
E allora il cortocircuito diventa evidente: la domanda non scompare, semplicemente cambia geografia.
Nel 2025 il Campidoglio aveva fatto il ragionamento opposto
C’è poi un precedente che rende la vicenda politicamente ancora più interessante.
Nel 2025, in pieno Giubileo, Roma Capitale aveva deciso di concedere alle nuove licenze taxi una deroga proprio alla riduzione dell’organico di agosto. Negli atti il motivo veniva spiegato senza giri di parole: per effetto dell’Anno Santo si prevedeva nella Capitale un numero di presenze superiore agli anni precedenti e quindi una maggiore richiesta del servizio taxi.
Un anno dopo il Giubileo è finito, ma Roma non ha smesso di essere una delle principali mete turistiche internazionali. Eppure il meccanismo ordinario della riduzione estiva è tornato pienamente operativo.
La domanda politica, allora, è inevitabile: la vecchia idea di una Roma d’agosto sostanzialmente vuota è ancora compatibile con la città turistica che la stessa amministrazione racconta e promuove durante tutto l’anno?
Il Campidoglio può cambiare i turni, ma per ora non lo ha fatto
Il dettaglio forse più significativo è contenuto nello stesso provvedimento comunale.
Roma Capitale si è infatti riservata la possibilità di modificare o integrare la turnazione in caso di grandi eventi o di variazioni dei flussi e della domanda. Non è dunque un sistema immutabile: l’amministrazione può intervenire quando ritiene che le esigenze dell’utenza lo richiedano.
E, infatti, lo ha già fatto nel 2026. Una successiva determina ha consentito alle licenze normalmente indicate come “non in servizio” di lavorare dal 1° maggio al 27 luglio e tornerà a consentirlo dal 29 agosto al 2 novembre. Proprio il periodo centrale di agosto, invece, è rimasto fuori dalla deroga.
Il vero paradosso dell’estate romana
Ed eccolo, allora, il punto.
Roma chiede ai turisti di venire anche d’estate, tiene aperti più a lungo i suoi monumenti, punta sulla crescita internazionale della città e continua ad attirare visitatori e fedeli. Poi, proprio tra il 1° e il 28 agosto, applica la tradizionale riduzione dell’organico taxi.
Naturalmente anche i tassisti hanno diritto ai riposi e la turnazione serve precisamente a organizzarli. Il problema politico non è questo. È capire se il calendario dei servizi pubblici sia ancora costruito sulla Roma di vent’anni fa o sulla metropoli turistica che Gualtieri e la sua Giunta dicono di voler consolidare.
Perché mentre i romani lasciano la città, milioni di altre persone arrivano. E se Roma vuole vivere di turismo per dodici mesi l’anno, anche i suoi servizi dovrebbero probabilmente imparare che agosto non è più sinonimo di città chiusa per ferie.