Roma, più autovelox e photored: nuova “stretta” di Gualtieri, ma bus e tram restano lumaca e le metro A, B e C arrancano
Roma prepara nuovi autovelox, tutor e photored mentre autobus, tram e metropolitane continuano a mostrare criticità che, nonostante anni di investimenti PNRR e giubilari, lasciano ancora il trasporto pubblico della Capitale lontano dagli standard che i cittadini possono aspettarsi da una grande città europea. È questa la fotografia che emerge dalle ultime dichiarazioni dell’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè: più controlli sulle strade, mentre il nodo delle alternative all’auto privata resta tutt’altro che risolto.
Patanè annuncia nuovi autovelox, tutor e photored
La novità arriva dai dati della Polizia Locale sui primi dieci mesi del 2026. Gli incidenti mortali sono scesi da 105 a 79, con un calo del 24,7%, e le vittime da 106 a 82. Un risultato positivo che va riconosciuto. Ma contemporaneamente gli incidenti complessivi sono aumentati da 27.282 a 29.481. La risposta annunciata dal Campidoglio passa ancora da nuovi autovelox, tutor, photored, controlli tecnologici e interventi sui black point.
Bus a 15,6 chilometri l’ora, tram ancora più lenti
Il problema è ciò che Roma offre a chi dovrebbe lasciare l’automobile a casa. Secondo il rapporto sul Benessere equo e sostenibile 2026 dell’Ufficio statistico capitolino, gli autobus e filobus romani viaggiano mediamente a 15,6 km/h, contro una media nazionale di 16,7. Ancora peggio i tram: 10,4 km/h contro 13,4. Numeri che spiegano perché, nella quotidianità, il trasporto di superficie continui a essere percepito come lento e poco competitivo rispetto all’auto privata.
Metro B aspetta ancora i nuovi treni, la C rimanda tutto al 2029
Sotto terra il quadro resta disomogeneo. Sulla Metro A le frequenze programmate oscillano generalmente tra tre e sei minuti nelle ore diurne, allungandosi la sera. Sulla B i nuovi treni Hitachi promessi per rafforzare il servizio erano ancora, a fine ottobre, nella fase delle prove e dei collaudi: il debutto commerciale resta subordinato ai test. Sulla Metro C il dato è ancora più pesante: circa nove minuti medi tra un convoglio e l’altro, mentre per scendere verso 4-4,5 minuti bisognerà attendere, secondo i programmi Atac, la fine del 2029.
Fascia Verde confermata, ZTL elettriche fino a mille euro
Parallelamente il Campidoglio continua a limitare l’uso dell’auto. Dal 1° novembre è stata confermata per un altro anno la Fascia Verde: nessuna nuova categoria di veicoli è stata aggiunta, ma restano esclusi benzina fino a Euro 2 e diesel fino a Euro 3, anche per i residenti salvo deroghe. Dal luglio scorso, inoltre, è finito l’accesso gratuito generalizzato alle ZTL per le auto elettriche: per alcune categorie il permesso annuale arriva a 1.000 euro.
Miliardi investiti, ma per i romani l’alternativa deve ancora maturare
Ed è qui che si apre il vero nodo politico per Gualtieri. L’amministrazione ha rivendicato un piano da circa 6,5 miliardi di euro sulla mobilità, sfruttando anche PNRR e risorse giubilari; sono arrivati centinaia di nuovi autobus e sono stati finanziati nuovi tram, treni e infrastrutture. Gli investimenti, quindi, ci sono e sarebbe scorretto negarli. Ma una parte importante dei benefici promessi deve ancora tradursi in un servizio quotidiano più rapido e affidabile.
Prima i controlli, poi il trasporto pubblico?
Il punto politico è tutto qui. Roma chiede sempre di più a chi usa l’automobile, tra ZTL, Fascia Verde, permessi e ora nuovi strumenti automatici di controllo. Le misure sulla sicurezza stradale hanno una finalità precisa e il calo delle vittime è un dato rilevante. Ma la loro accettabilità sociale passa anche dalla qualità dell’alternativa offerta.
Perché se un cittadino deve lasciare l’auto, deve poter contare su autobus veloci, tram competitivi e metropolitane frequenti. Ed è proprio questo il terreno sul quale, a cinque anni dall’insediamento della Giunta Gualtieri e dopo la grande stagione dei finanziamenti straordinari, Roma continua ad avere il conto più difficile da presentare ai suoi pendolari.