Roma pronta a dire addio alle botticelle, Mussolini (FI): “Una battaglia di civiltà”
Le botticelle potrebbero essere davvero arrivate all’ultima corsa. Roma Capitale sarebbe vicina a chiudere un accordo con i vetturini per mandare definitivamente in pensione le carrozze turistiche trainate dai cavalli. Una svolta attesa da anni, tra polemiche, proteste animaliste, ordinanze, ricorsi e promesse rimaste spesso sospese nel traffico della Capitale.
La posizione di FI
A rivendicare il passo avanti è Forza Italia, con Rachele Mussolini, che parla di “grande soddisfazione” e legge l’accelerazione del Campidoglio come il risultato di un indirizzo politico già tracciato in Aula Giulio Cesare. Il riferimento è alla mozione approvata nel luglio 2024, con cui si chiedeva al sindaco Roberto Gualtieri e alla Giunta di superare la trazione animale e costruire alternative concrete per i vetturini.
Licenze e lavoro
Il nodo non è solo animalista. È anche sociale e occupazionale. La linea indicata da FI punta alla riconversione delle attuali licenze dei vetturini in licenze taxi. Una soluzione pensata per evitare che lo stop alle botticelle si trasformi in una guerra tra tutela degli animali e diritto al lavoro. L’obiettivo politico è chiaro: salvare i cavalli dalle fatiche della strada, ma non lasciare senza futuro chi con quelle carrozze ha lavorato per anni.
Il ruolo del Campidoglio
Secondo Mussolini, il Campidoglio starebbe portando avanti con determinazione questa direzione anche attraverso il lavoro della Garante degli Animali, Patrizia Prestipino, ringraziata pubblicamente dall’esponente azzurra. La trattativa sarebbe ormai in fase molto avanzata: quasi tutti i vetturini avrebbero accettato la proposta, con una sola posizione ancora contraria. Un dettaglio non secondario, perché l’accordo pieno resta la chiave per evitare nuovi strappi.
La questione dei cavalli
Il cuore della vicenda resta il benessere animale. Le botticelle sono da anni il simbolo di una Roma sospesa tra cartolina turistica e fatica reale dei cavalli, soprattutto nei mesi più caldi, quando asfalto, traffico e temperature rendono il servizio sempre più contestato. Per FI, il punto è arrivare finalmente a una chiusura definitiva di una pratica giudicata non più compatibile con una Capitale moderna.
Ora la firma
La partita, però, non è chiusa finché non diventa atto concreto. Dopo anni di annunci, Roma è davanti a un bivio: trasformare l’accordo in una svolta storica o lasciare tutto impantanato nell’ennesima mediazione infinita. Mussolini chiede che si arrivi a un’intesa piena con tutti i lavoratori coinvolti. Solo allora si potrà davvero parlare di addio alle botticelle, non come slogan, ma come decisione politica.