Roma, quanti bus e metro passano davvero? Stop ai report mensili pubblici sulle corse

Roma, Atac, trasparenza

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La Trasparenza mensile sul servizio Atac si è fermata al 2024: con il nuovo contratto voluto dall’amministrazione Gualtieri, i dati dettagliati sulle corse programmate e realmente effettuate da bus e metro di Roma continuano a essere prodotti, ma non vengono più messi online mese per mese come accadeva prima. Sul portale ufficiale Atac, infatti, l’ultima serie pubblica del confronto tra servizio programmato e servizio reso riguarda il 2024. Per il 2025 e il 2026 quella sequenza non compare.

I numeri ci sono, ma restano al Campidoglio

Non significa che Atac abbia smesso di controllare bus e metro. È quasi il contrario. Il nuovo Piano di Accesso al dato prevede una consuntivazione mensile con chilometri programmati ed effettuati, dati sulle singole linee e servizio non svolto. Queste informazioni devono essere disponibili a Roma Capitale per controlli e verifiche. Al pubblico, però, il nuovo sistema destina report di sintesi semestrali e annuali. La fotografia dettagliata mese per mese che il cittadino trovava fino al 2024 non è più prevista nello stesso modo.

La scelta arriva con il nuovo contratto

Il cambio coincide con il Contratto di servizio Atac 2025-2027, approvato dalla Giunta Gualtieri e poi sottoscritto il 31 gennaio 2025. Sindaco e assessore alla Mobilità Eugenio Patanè presentarono quel nuovo corso come la strada verso un’Atac più efficiente e vicina agli standard delle grandi capitali europee. Ma proprio con quel contratto cambia anche il sistema con cui i romani possono controllare direttamente il servizio. Dati dettagliati per l’amministrazione, meno dettaglio mensile immediatamente visibile al cittadino.

E il “controllore” arriva solo ora a regime

Il paradosso si allarga. Il Nuovo 7 Colli aveva già segnalato il caso ACoS, l’Azienda speciale chiamata a controllare la qualità dei servizi pubblici romani, compresi trasporti e rifiuti. ACoS è formalmente operativa dal 1° luglio 2026, ma a inizio settembre il suo nuovo assetto mostrava ancora diversi vuoti informativi sul portale Trasparenza, mentre mancava il passaggio decisivo sul nuovo contratto di servizio.

Nelle ultime ore l’Assemblea Capitolina ha finalmente approvato il Piano programma 2026-2028 e il contratto di servizio ACoS. Il nuovo “controllore” dovrà verificare affidamenti e contratti, monitorare reclami e segnalazioni e produrre la relazione sulla qualità dei servizi. Un passaggio necessario, arrivato però oltre due mesi dopo l’avvio operativo della nuova Azienda speciale.

Il corto circuito di Gualtieri e Patanè

Tornando al tema principale del nostro articolo, da una parte Atac è tenuta a trasmettere ogni mese al Campidoglio e a Roma Servizi per la Mobilità i numeri dettagliati del servizio. Dall’altra il cittadino non trova più online la stessa pagella mensile che poteva consultare fino al 2024. E solo ora l’Assemblea approva due degli strumenti fondamentali per il funzionamento del nuovo organismo chiamato a controllare la qualità dei servizi pubblici.

Non emerge una violazione né la prova che qualcuno abbia voluto occultare i dati. Ma una cosa è oggettiva: dal 2025 la pubblicazione al pubblico del confronto tra servizio programmato e servizio reso è meno granulare e meno frequente rispetto alla serie mensile disponibile fino al 2024. Per un’amministrazione che ha fatto del rilancio del trasporto pubblico una delle proprie bandiere, è una scelta che Gualtieri e Patanè dovrebbero spiegare.