Roma, quella non è la vera Torre Argentina: visita gratis alla ‘Torre del Papito’, solo otto posti disponibili. Come prenotare


La torre che si vede accanto all’area archeologica di Largo Argentina si chiama Torre del Papito, e mercoledì 30 settembre 2026 alle 17 una visita guidata gratuita permetterà di entrarvi e salire fino al sottotetto. I posti sono soltanto otto. L’appuntamento della Sovrintendenza Capitolina parte da un equivoco familiare a molti romani: chiamare «Torre Argentina» l’edificio che domina questa parte della piazza. Il nome giusto apre una storia diversa da quella che suggerisce il luogo.

La vera Torre Argentina è altrove

La Torre Argentina esiste davvero, ma i suoi resti sono nel cortile di un palazzo in via del Sudario 44. Il nome rimanda a Johannes Burckardt, originario di Strasburgo, chiamata nell’antichità Argentoratum: il prelato fece apporre la scritta «ARGENTINA» sulla torre inglobata nel suo palazzo. Quella rimasta in vista presso l’area archeologica è invece la Torre del Papito. Basta spostare lo sguardo di poche strade per capire come Roma abbia finito per sovrapporre due edifici distinti. ì

Una superstite della Roma medievale

La Torre del Papito è una delle poche torri medievali romane arrivate fino a noi nella loro interezza. Risale al XIV secolo ed è sopravvissuta alle demolizioni che nel Novecento cambiarono il volto dell’area. Anche l’origine del suo nome resta discussa: la Sovrintendenza ricorda più ipotesi, tra cui il legame con la famiglia dei Papareschi. La visita racconterà questo lungo percorso soprattutto dall’esterno, prima di varcare la soglia della torre.

Come prenotare la salita

Il ritrovo è in piazza dei Calcarari, vicino all’ingresso della biglietteria e del bookshop. La visita dura circa un’ora, è gratuita e richiede la prenotazione obbligatoria allo 060608, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19. Per arrivare al sottotetto bisogna salire quattro piani di scale: gli organizzatori segnalano che il percorso non è adatto a persone con difficoltà motorie. Il finale è proprio lì, dentro la torre: il punto da cui guardare un monumento conosciuto da tutti, questa volta chiamandolo per nome.