Roma senza fondi PNRR, ma con 22mila metri quadri di tetti di case ERP da rifare: il Comune parte coi mutui ‘a raffica’


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Roma, la Giunta guidata dal sindaco Roberto Gualtieri (ma senza che il primo cittadino fosse presente in Campidoglio) ha concesso per tre volte il proprio consenso per l’avvio (urgente) di tre progetti per la manutenzione straordinaria dei tetti di altrettanti plessi di edilizia residenziale pubblica ERP in viale Rolando Vignali, via Flaubert e via Camassei, con una spesa totale di poco meno di un milione di euro pubblici. L’obiettivo dichiarato dall’Amministrazione comunale è nobile: chiudere una ferita ricorrente. Infiltrazioni e degrado delle coperture, nelle case popolari, una di quelle emergenze “silenziose” che diventano rapidamente un problema sociale, prima ancora che edilizio.

L’elemento politico: soldi subito, ma arrivano da un prestito

La cifra, però, non è solo un numero di bilancio. Nei tre voti di Giunta si legge chiaramente che i tre interventi (inseriamo le tre deliberazioni in formato scaricabile alla fine di questo articolo) saranno pagati interamente con accensione di prestiti, cioè mutui, che peseranno per decenni sui cittadini. Parliamo di una scorciatoia politico-istituzionale che consente di partire, subito, di far felici i residenti. Ma che sposta il peso economico più avanti nel tempo, nei decenni a venire.

Non è un caso isolato: un piano più ampio sulle coperture ERP

Ma non è finita. Queste tre delibere di Giunta Gualtieri si inseriscono in un perimetro politico più largo. Dai documenti del Campidoglio emerge un lavoro di riprogrammazione delle priorità sulle case ERP: l’Amministrazione Gualtieri punta a intervenire sulle coperture come fronte critico nei prossimi due anni.

Con una pianificazione che parla di 21 edifici Erp da risistemare e una superficie complessiva stimata in oltre 22 mila metri quadrati di tetti da riqualificare, quasi quanto cinque campi di calcio di serie A. La fotografia è netta: per anni si è andati avanti “a rattoppi”, ora si prova a fare blocchi più strutturali.

Roma, debiti pregressi e fondi che non arrivano: perché non il PNRR?

Qui si apre la domanda politica, senza bisogno di forzature: perché Roma continua ad appoggiarsi ai prestiti anche per manutenzioni straordinarie come quelle dei tetti della case ERP che, altrove, spesso vengono agganciate a canali straordinari di finanziamento? La Capitale, del resto, convive con l’eredità di debiti storici e con una macchina amministrativa che deve correre contro il tempo. Eppure il paradosso resta.

Se l’urgenza è reale – e nelle case popolari lo è – allora la questione non è “se” fare i lavori, ma con quali strumenti e con quale strategia di lungo periodo, evitando che la manutenzione diventi una rata permanente a carico dei romani.

La partita vera: priorità, trasparenza e calendario dei cantieri

Con questi tre voti, la Giunta Gualtieri dà mandato di avviare gli ulteriori passaggi per l’affidamento e dichiara l’urgenza, rendendo le delibere immediatamente eseguibili.

Ma, sul terreno politico, la domanda per maggioranza e opposizioni è un’altra: quale lista completa dei plessi da risistemare? Quanti di questi verranno risistemati con l’accensione di nuovi mutui? Quale ordine di priorità, quali tempi e quali verifiche pubbliche sullo stato di avanzamento? Come è possibile che il Comune di Roma non trovi altri canali di finanziamento? Fondi Giubilari? Fondi PNRR? Fondi ministeriali-regionali?

Perché nelle periferie la “manutenzione straordinaria” non è uno slogan: è la differenza tra un tetto che tiene e uno che fa acqua, tra fiducia e rassegnazione. E Roma – più di ogni altra città – non può permettersi che anche l’ordinario venga finanziato come fosse sempre un’emergenza.