Roma, si aprono le porte delle Case delle Fate: partono le visite nei villini segreti di Coppedè
A Roma tornano le visite straordinarie agli interni dei Villini delle Fate, nel quartiere Coppedè, uno dei complessi architettonici più sorprendenti della Capitale. Fino al 25 ottobre 2026, secondo il calendario pubblicato, sarà possibile entrare nelle residenze normalmente chiuse al pubblico, scoprendo giardini privati, affreschi, fontane e ambienti ricchi di decorazioni. Un’occasione particolare per ammirare dall’interno le celebri costruzioni progettate dall’architetto Gino Coppedè, conosciute soprattutto per le loro facciate fantastiche.
Roma, dietro i cancelli del Coppedè si nasconde un mondo da fiaba
Chi attraversa piazza Mincio conosce almeno di vista i Villini delle Fate. Torrette, finestre decorate, mosaici e richiami medievali trasformano questi edifici in qualcosa di molto diverso dalle classiche abitazioni romane. Ma ciò che si vede dalla strada è soltanto una parte del complesso. Le visite organizzate in collaborazione con la Casa Museo Wunderkammer consentono di superare i cancelli delle proprietà private e raggiungere ambienti che normalmente restano fuori dagli itinerari turistici.
Tre ville dedicate a Roma, Firenze e Venezia
Il complesso fu realizzato da Gino Coppedè tra il 1920 e il 1927 ed è formato da tre corpi di fabbrica, ispirati idealmente a Roma, Firenze e Venezia. L’architetto mescolò elementi medievali, rinascimentali e Liberty, creando un insieme volutamente sorprendente. Le visite annunciate dagli organizzatori comprendono gli interni delle tre residenze, dove si trovano vetrate decorate, affreschi, mobili d’epoca e raffigurazioni fantastiche. Un patrimonio artistico custodito all’interno di immobili privati.
Cinque fontane e giardini privati: le sorprese oltre il portone
Uno degli aspetti più suggestivi del percorso riguarda i giardini interni. Gli organizzatori annunciano l’accesso a due aree verdi private, impreziosite da cinque fontane con figure di ninfe, animali e mascheroni. Le pareti esterne sono arricchite da decorazioni pittoriche e simboli che richiamano mondi lontani. La visita prevede anche l’accesso a una terrazza affacciata su piazza Mincio, dalla quale osservare il quartiere da una prospettiva insolita.
Le fotografie non bastano: anche i disegni originali raccontano i segreti delle ville
Durante il percorso saranno mostrati anche alcuni disegni originali di Luigi Brini, artista che collaborò alla decorazione dei Villini delle Fate. Si tratta di una testimonianza importante per comprendere come prese forma l’universo fantastico immaginato da Coppedè. Le immagini raffigurate sulle pareti non sono semplici ornamenti: richiamano città storiche, tradizioni artistiche, cavalieri e figure simboliche. Un intreccio di riferimenti che ha reso questo complesso uno dei luoghi più riconoscibili e fotografati della Roma del Novecento.
Visite fino al 25 ottobre: prezzi, orari e prenotazioni
Le visite sono organizzate per piccoli gruppi, con prenotazione obbligatoria, e partono da via Dora 2. Il programma attuale della Casa Museo Wunderkammer prevede un percorso di circa due ore, guidato da Marco Lo Muscio, con visita esterna del quartiere e accesso ai villini.
Il prezzo indicato è di 80 euro a persona, comprensivo di visita e aperitivo finale. È disponibile anche una formula da 90 euro, che aggiunge un concerto privato d’organo di circa trenta minuti. Gli appuntamenti si svolgono prevalentemente venerdì, sabato e domenica, con partenze al mattino tra le 10 e le 11 oppure al pomeriggio tra le 15 e le 17. Date e posti devono essere concordati con gli organizzatori.
Il vero fascino delle Case delle Fate è ciò che normalmente non si vede
Il quartiere Coppedè può essere ammirato gratuitamente passeggiando tra via Tagliamento e piazza Mincio. L’accesso alle residenze private, invece, resta un’esperienza diversa e riservata alle visite autorizzate. Ed è proprio questa distinzione a rendere interessante l’iniziativa: non soltanto fotografare le architetture dall’esterno, ma osservare da vicino le decorazioni e gli spazi che ne completano il progetto originale. Dietro le facciate più fotografate del quartiere si nasconde una parte della sua storia che pochissimi passanti hanno occasione di conoscere.