Roma, si scontra con una moto e un’auto in sosta: arrestato 30enne, nascondeva cocaina, crack e denaro

soldi e droga

Prima si è schiantato contro una moto e un’auto in sosta. Poi, quando sono arrivati gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale per rilevare l’incidente, si è avvicinato l’abitacolo della sua vettura. Ma non per controllare i danni, ma per recuperare un borsello. Ed ecco che quello che doveva essere un normale intervento per un incidente stradale, è finito con un arresto per droga. È successo a Roma, in viale dei Colli Portuensi, all’altezza di largo Alberto Missiroli, nella tarda serata di domenica 26 aprile, quando un controllo di routine si è trasformato in un’operazione antidroga. 

Roma, si apre un’altra voragine: chiusa via dei Colli Portuensi, auto ci cade dentro

L’incidente e il tentativo di recuperare il borsello

Gli agenti del XII Gruppo Monteverde erano intervenuti per i rilievi di un incidente che aveva coinvolto un’auto e una moto, con il danneggiamento anche di un veicolo parcheggiato. Durante gli accertamenti, però, qualcosa non ha convinto subito i caschi bianchi. Il conducente dell’auto, un 30enne di nazionalità albanese, mostrava un atteggiamento nervoso e continuava a cercare di avvicinarsi all’abitacolo per recuperare un borsello.

A quel punto è scattato il controllo. Dentro il marsupio gli agenti hanno trovato 94 dosi di sostanza stupefacente, poi risultate essere crack e cocaina già suddivise e pronte, secondo gli investigatori, per essere immesse sul mercato dello spaccio. Non solo droga. Nel borsello c’erano anche circa 1.500 euro in contanti, ritenuti compatibili con l’attività di spaccio, oltre a un telefono cellulare e tre diverse schede telefoniche, elementi spesso utilizzati per gestire i contatti con i clienti evitando di essere tracciati.

Arrestato e processo per direttissima

Per il 30enne, già con precedenti penali, sono subito scattate le manette con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Nella giornata successiva, al termine del processo per direttissima, l’arresto è stato convalidato.