Roma, sigilli alla maxi discoteca abusiva: dentro anche un ristorante in condizioni choc

Polizia Locale in azione a Roma

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Roma, musica dal vivo, serate danzanti, bar e ristorante: un’attività di intrattenimento in piena regola solo in apparenza, secondo quanto accertato dalla Polizia Locale di Roma Capitale. Alla Magliana gli agenti hanno sequestrato una maxi struttura di circa 400 metri quadrati che sarebbe stata utilizzata abusivamente come discoteca e locale di somministrazione, senza le necessarie autorizzazioni amministrative e urbanistiche.

Una struttura trasformata in sala da ballo

L’operazione è arrivata dopo precedenti sopralluoghi e verifiche condotte dagli agenti dell’XI Gruppo “Marconi”, insieme al personale della Polizia di Stato dell’XI Distretto “San Paolo”. All’interno del fabbricato, secondo il resoconto dei caschi bianchi, era stata allestita una vera sala da ballo con angolo bar, accanto a un ampio spazio destinato alla ristorazione. Un’attività organizzata per accogliere pubblico, eventi e consumazioni, ma priva dei titoli necessari.

La cucina e quei piatti accanto al bagno

A rendere ancora più pesante il quadro non sarebbero stati soltanto gli abusi edilizi e amministrativi. Nella cucina e nei magazzini del ristorante, gli agenti avrebbero riscontrato gravi carenze igienico-sanitarie. Il dettaglio più impressionante riguarda i piatti puliti, che sarebbero stati impilati a meno di un metro da un bagno privo di porta. Un’immagine che porta la vicenda oltre la semplice irregolarità burocratica e chiama direttamente in causa la tutela dei clienti.

Sigilli, denuncia e sanzioni

Di fronte alle violazioni contestate, la Polizia Locale ha disposto il sequestro probatorio dell’intera area e delle pertinenze collegate, compresa una tettoia in policarbonato di ulteriori 80 metri quadrati. Il gestore, un cittadino italiano di 65 anni, è stato deferito all’Autorità giudiziaria. Nei suoi confronti sono inoltre scattate sanzioni amministrative per oltre 5mila euro.

La movida senza regole che sfida la città

Il caso della Magliana riapre una questione che a Roma torna ciclicamente a galla: quella degli spazi trasformati in luoghi di festa e ristorazione senza garanzie chiare per chi li frequenta. Dove ci sono musica, balli e cibo, le regole non possono essere considerate un ostacolo da aggirare. Sono la barriera minima tra una serata di svago e un rischio per la sicurezza e la salute pubblica. I sigilli, questa volta, sono arrivati. Ora resta da capire quanto sia esteso il fenomeno dei locali che operano nell’ombra.